Fatti

Umberto I, pronto soccorso sotto pressione

Il pronto soccorso dell’ospedale di Nocera Inferiore in difficoltà per i tanti accessi e i pochi medici. Nuove difficoltà per le vaccinazioni

Un anno dopo sembra che sia cambiato davvero poco. Il pronto soccorso dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore rischia il collasso. Nel piazzale sono tornate le ambulanze in attesa di sbarellare i pazienti, all’interno posti occupati compresi quelli destinati ai sospetti casi Covid, i medici sono pochi tanto che quelli in servizio in altri reparti, a turno, daranno una mano ai colleghi di prima linea. L’aumento dei contagi, complici anche le varianti sempre più diffuse, ha creato una forte pressione sul presidio con ambulanze che arrivano anche da fuori provincia.

“Ormai – ha detto un operatore – il nostro è un pronto soccorso Covid”. Ieri mattina la tensione era altissima. I due container dove vengono inizialmente assistiti i sospetti Covid era hanno lavorato a ritmo elevato. Tutti i posti occupati anche all’interno, ma anche difficoltà a trasferire i pazienti in altri ospedali, dal 118 nessuna disponibilità in altri ospedali. L’altra notte sono stati trasferiti anche due ammalati dall’ospedale Covid di Scafati a Nocera, uno dei quali in gravi condizioni che è poi stato intubato in rianimazione. “Una situazione – riferiscono fonti interne – non più sostenibile dai 12 medici in servizio in pronto soccorso, costretti a turni massacranti.

Il direttore sanitario Maurizio D’Ambrosio, su richiesta del primario Giovanna Esposito, sta predisponendo un piano di emergenza che prevede il supporto al pronto soccorso dei medici dei reparti. “Ma occorre fare altro e farlo al più presto”, rilanciano gli operatori sanitari.

Problemi anche per le sedute di vaccinazione per gli anziani oltre gli 80 anni. Anche ieri pomeriggio si sono viste scene di affollamento durante l’attesa dell’inoculazione del vaccino. Uno dei problemi sembra essere l’orario di convocazione, uguale per tutti. Pochi i posti a sedere “anche se c’è tanta maleducazione, perché chi accompagna fa sedere le persone anziane senza lasciare nemmeno una sedia vuota così come prescrive la norma”, ha riferito un testimone. “Si fa tanto per tenere i nonnini il più possibile in casa e poi li si porta in ospedale, nel bel mezzo di una folla”, hanno commentato alcuni parenti degli anziani presenti.

Redazione

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