Restano ancora nel limbo i cittadini non deambulanti o allettati costretti a casa per gravi malattie, che devono ancora essere vaccinate contro il Covid. A Nocera Inferiore la vicenda diventa un caso con decine di familiari che da settimane non riescono a districare una matassa fatta di “sentito dire”, “forse”, “vediamo”.
Dall’Asl Salerno e dal Distretto sanitario 60, nessuna comunicazione ufficiale. Non si sa a chi compete l’inoculazione domiciliare del siero anti Covid, se al personale dell’Usca, ad un’altra squadra speciale o ai medici di famiglia. Il risultato è che queste persone, in maggior parte anziane, che già convivono con patologie invalidanti, vivono insieme ai loro familiari, nella paura di contrarre il virus.
Da fonti contattate dalla redazione di In Prima News, risulta che attualmente sul campo ci sarebbero due gruppi di lavoro. Il primo, sembra faccia capo al Distretto sanitario 60 ma che, in pratica, non ha ancora iniziato l’attività per una serie di “complicanze” dovute anche al poco personale dell’Usca già oberato di lavoro tra tracciamento dei positivi (in continuo aumento a Nocera Inferiore), vaccinazione della popolazione e tamponi. Il secondo gruppo, ma qui il mistero si infittisce, farebbe capo all’Unità operativa complessa di Igiene Pubblica diretta dal dottore Arcangelo Saggese Tozzi (dp.sip@aslsalerno.it) che a Nocera Inferiore ha sede in via Federico Ricco (ex ospedale psichiatrico) e dove è attivo un punto vaccinale che fa riferimento direttamente al dottore Tozzi.
Ci sarebbe, il condizionale è davvero obbligatorio perché non si riesce ad avere una notizia certa, un infermiere a cui è affidato il compito di effettuare la vaccinazione domiciliare. Sembra davvero strano perché questa figura professionale non potrebbe muoversi in maniera autonoma sena aver al suo fianco un medico. Tra l’altro il farmaco utilizzato per questa categoria di persone è il Pfizer Biontech, vaccino che va gestito in un certo modo, compresa la delicata catena del freddo.
Per richiedere la vaccinazione per i cittadini allettati c’è anche una mail (ds60.vaxcovid@aslsalerno.it) ma, a dire di Rosanna P. “non ho mai ricevuto nessuna risposta, forse l’indirizzo non è attivo, aspettiamo con pazienza ma con paura per i nostri cari, c’è tanta confusione”. “Stiamo ancora aspettando di sapere chi e quando verranno a casa. I non deambulanti sono quasi tutti ultraottantenni”, rilancia Matilde S. “Sono tre mesi che devono attivare la somministrazione domiciliare per i disabili gravi non deambulanti allettati, a parole tutto si fa ma poi in realtà tutto resta solo fumo. Promettete meno e fate di più attivando ciò che già doveva essere operativo”, ci ha scritto un amareggiato e arrabbiato Benedetto B.
Benedetto si riferisce anche alla notizia che i medici di famiglia stanno per iniziare a vaccinare i loro pazienti. Tra questi ci dovrebbero essere anche i non deambulanti. Ma come faranno questi medici se l’Asl ha messo a disposizione di tutti loro un solo trasportino (il contenitore per conservare a temperatura il vaccino durante il tragitto)?
Anche se queste dinamiche sono di pertinenza dell’Asl Salerno, abbiamo contattato anche la Commissione consiliare Sanità del Comune chiedendo lumi al presidente Vincenzo Stile. Così come auspichiamo, a nome della chiarezza e del diritto alla salute, un intervento del sindaco Manlio Torquato.
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