Villa dei Fiori potrebbe licenziare il 35 % dei lavoratori e arrivare anche al fallimento, “lotteremo per il nostro lavoro”
Ora i dipendenti di Villa dei Fiori di Nocera Inferiore rischiano davvero il posto di lavoro. È quanto si legge in un documento firmato dai rappresentanti del Comitato di lotta e dalle organizzazioni sindacali.
Secondo quanto riportato dai firmatari della nota (Antonella Derna, Giovanni Somma, Luigi Paduano e Pietro Antonacchio per la Cisl Fp e Donato Salvato per la Uil Fpl), “senza l’ampliamento degli spazi la Casa di cura perderà l’accreditamento al Servizio sanitario nazionale per il 35 % dei posti letto. Ciò significherà subito il licenziamento del 35% del personale. Ma significherà anche andare verso il fallimento, perché restando inalterate le spese di gestione dovute alla dimensione della struttura, non ci sarà più sostenibilità economica”.
I lavoratori hanno inviato queste osservazioni ai relatori del convegno organizzato sabato scorso da Nocerattiva nell’area industriale di Fosso Imperatore. “Come è facile capire – scrivono nella lettera – il Comune per impedire alla Regione Campania di procedere con la pratica di ampliamento e rimodulazione, si appiglia a fatti falsi. Eccoli riassunti. Non è vero che c’è un aumento dei posti letto, essi restano gli stessi, ma invece di 4 per stanza saranno 3 per stanza come impone la legge. Non è vero che l’azienda ha chiesto l’ampliamento nel 2015 per una norma del 2019, la legge che impone 3 letti a stanza è del 2003. Così che non è vero che il progetto è preliminare. Lo stesso Comune nel 2017 ha convocato la Conferenza dei Servizi parlando di progetto definitivo. Così come l’Asl Salerno e perfino la giunta comunale. È falso che Villa dei Fiori ha ammesso la necessità dell’integrazione documentale, l’azienda ha sempre detto e scritto che la documentazione era completa. È falso anche che Villa dei Fiori vuole il permesso a costruire, il permesso a costruire è successivo alla modifica del Put che compete alla Regione, non al Comune. Infine è falso che l’Asl non ha mai chiarito se l’intervento ha finalità pubblica o privata, l’azienda sanitaria lo ha chiarito più volte e la finalità pubblica l’ha riconosciuta anche la giunta comunale con la delibera del 2017”.
“Probabilmente – dicono i lavoratori – a sentire quanto detto dal sindaco nel convegno, l’edificio che Villa dei Fiori vuole realizzare non gli piace e, così come è stato progettato, rovinerebbe il paesaggio. Pensiamo non spetti a lui dirlo, ma alla Soprintendenza ai beni artistici ed ambientali che nel 2017 ha ritenuto che le opere proposte si inseriscano armonicamente nel paesaggio oggetto di tutela tanto da dare parere favorevole”.
“Tutto questo è oggettivo. Appellarsi quindi a pareri tecnici che contraddicono i pareri tecnici
precedenti, e alle norme, quando l’ampliamento serve proprio ad applicare le norme
sull’accreditamento, fa un po’ ridere – dicono i lavoratori – ma allora perché il sindaco, che aveva pure dichiarato di essere imparziale, espone sé stesso e l’amministrazione in questo modo? Nessuno lo capiva. Ma finalmente lo ha detto, proprio nel convegno di sabato, perché non gli piace. Per carità, i gusti sono gusti.
Secondo lui la stecca di vetro e acciaio, che in verità è vetro e legno e copre un muro bianco,
rovinerebbe il paesaggio. Spetta a lui dirlo? No, spetta alla Sovrintendenza ai beni artistici e
ambientali. E che dice la Sovrintendenza fin dal 2017? che “ritenuto che le opere proposte si
inseriscano armonicamente nel paesaggio oggetto di tutela… parere favorevole al rilascio
dell’autorizzazione paesaggistica per la realizzazione delle opere in oggetto così come dettagliate
nel progetto trasmesso”. Speriamo che il sindaco non trovi mai nel palazzo comunale un’opera di
Picasso perché se non dovesse piacergli la farebbe bruciare. E il consiglio comunale lo seguirebbe”.
“Perché questa storia è importante?, sottolineano lavoratori e sindacalisti – perché è inutile fare convegni sul lavoro e su Nocera produttiva se poi posti di lavoro, servizi per la città, sviluppo, vengono bruciati perché non rispondono ai gusti estetici del sindaco. È tutto talmente surreale che qualcuno potrebbe pensare che non sia possibile e che dietro ci sia altro, ma noi non ci permettiamo di farlo. Quello che facciamo
e faremo è continuare a difendere i posti di lavoro e un’opera utile a tutto il territorio. Ferma da
sette anni perché al sindaco non gli piace”.

