Food

La notte della palatella

La palatella della vigilia dell’Assunta, una pietanza che racchiude le tradizioni di un territorio

di Christian Geniale

La Madonna dell’Assunta è una festività molto sentita nel nocerino. La devozione alla Materdomini è un legame molto caro, indissolubile. Una tradizione centenaria che, oltre alla fede, vede tanto folklore. E dove c’è folklore c’è anche la gastronomia. E non c’è festa se non c’è buon cibo. Si, perché proprio a Materdomini di Nocera Superiore è nato uno dei primi cibi da strada. Una prima forma di street food campano. La palatella. Infatti, in passato, era il cibo che i devoti della Madonna Bruna offrivano ai pellegrini giunti in basilica, per rendere omaggio all’icona della Vergine.

L’interno della basilica di Materdomini

La sera del 14, vigilia della festività dell’Assunta, la piazza dinanzi la basilica di Materdomini si avvolge dai profumi del cibo e dai suoni delle tammore. Una distesa di banchi dove è impossibile non sostare per gustare e rispettare al meglio le usanze della festività. Palatella, un buon bicchiere di vino e una rinfrescante fetta di anguria e la festa continua sino a notte fonda, tra un ballo e una tammurriata. Ma anche quest’anno non sarà così. L’emergenza sanitaria da Covid 19 ha segnato anche quella che è una tradizione pluricentenaria. I nocerini dovranno rinunciare alla palatella in piazza, ma di certo non alla sua bontà. Il coronavirus, infatti, ci fa riscoprire il gusto della palatella riuniti in famiglia.

La ‘mpupata

La palatella è un particolarissimo filone di pane che alle due estremità presenta delle nocche. Non è il classico panino, assolutamente. E’ la perfezione dell’arte della panetteria che vede mescolare diverse tipologie di farine che danno forma a una prelibatezza per il palato. E’ sì una pietanza povera, ma è tanta roba per i nocerini. La protagonista del Ferragosto è accompagnata da diverse farciture ma, se si vuole rispettare la tradizione, va’ mangiata con ‘mpupata e alici salate.

Un misto di melanzane sott’olio o sott’aceto che, con l’aggiunta delle alici di Cetara, dà sostanza alla regina delle palatelle. Ma come detto, la palatella può essere considerata una prima tipologia di street food. E tale forma di cucina ha portato una serie di rivisitazioni, apprezzate in modo particolare dai più giovani. Ma chi vi scrive, in tutta sincerità, non rinuncia alla tradizione. Con queste premesse, non ci resta che gustare la tradizione, con moderazione. Buona palatella.

Christian Geniale

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