Cultura

La Materdomini e la fede nei cortili

I cortili di Nocera indossano l’abito della festa diventando luoghi di evangelizzazione. E’ il novenario alla Materdomini

di Christian Geniale

“Il centro della festa è il Santuario, il cuore di Maria che è causa della nostra gioia”. È il pensiero che concluse l’omelia del vescovo Giuseppe Giudice all’alba del 14 agosto dello scorso anno. La Materdomini, la cui icona è custodita dai Frati minori nel Santuario dedicato, capace di unire un’intera comunità nocerina che, in pellegrinaggio e ricolmi di speranza, invoca una sua grazia. Una fede che si tramuta in festa dinanzi al tempietto dove troneggia la Vergine Bruna, una gioia che anche per quest’anno bisognerà vivere con responsabilità e sobrietà a causa dell’emergenza sanitaria che tuttora imperversa e attanaglia il mondo intero.

Un contesto festoso che nasce lontano dal sagrato del Santuario. La festività dell’Assunta la possiamo definire come la festa delle famiglie, di interi cortili e quartieri dove si vivono momenti del tutto particolari. Nei giorni che anticipano la festa, durante il novenario, tanti sono i cortili sparsi per la città, dove prendono forma i caratteristici toselli, altari votivi che ritraggono l’effige della Materdomini. Dinanzi all’immagine della Vergine si ritrovano famiglie e vicini per la recita del Rosario, legame che alimenta la fede e la festa. Il cortile come luogo di evangelizzazione.

È dai cortili, infatti, che parte questo legame di fede e tradizione. E che ancora oggi è viva e arde nel cuore delle due Nocera. Da Materdomini, sono tanti i cortili adornati a festa, Croce e Taverne, Pecorari, Santa Maria Maggiore, Grotti, Piedimonte, Casolla o Capocasale, per citarne alcuni. L’icona della Mater Domini riesci a unire tutti.

E oltre alla preghiera si elevano canti antichissimi, un modo per far rivivere le nostre radici e i più anziani cercano di trasmettere ai più giovani. Il tutto, proprio nei cortili che monsignor Giudice descrisse, nell’anno della Santa visita evangelica e conclusa la scorsa primavera, come “luoghi dell’esistenza, di relazioni, di famiglia, icona dell’incontro che rimanda alla vita, alla crescita e alla festa”.

Christian Geniale

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