C’è solo da andarne fieri se una piccola associazione di Castel San Giorgio si muove su tutto il territorio nazionale per promuovere il nostro territorio e la cultura in generale. D’altronde l’Agro Sarnese Nocerino costituisce da sempre un crocevia interculturale, un territorio cerniera, che cuce non soltanto due province, ma persino le tradizioni e la storicità che si sono stratificate per millenni e che sono tutt’oggi tangibili.
L’associazione in questione è Identità Mediterranea, ne abbiamo già parlato noi di Inprimanews, e vale la pena anche ricordare qualche tappa: Gaetano Cataldo, suo fondatore, ha riversato sull’Agro Sarnese Nocerino la fama di essere l’area da cui è stata creata Mosaico per Procida, prima bottiglia a celebrare ufficialmente una capitale italiana della cultura, il merito di essere la terra di origine del primo sommelier ad essere ricevuto da un Pontefice ad una udienza generale, oltre che del titolo di miglior sommelier al Merano Wine Festival; ma non finisce qui, perché Identità Mediterranea ha organizzato con Poste Italiane l’annullo filatelico per il Comune di Castel San Giorgio, importato dialogo sul sake giapponese in abbinamento alla Dieta Mediterranea e, udite udite, è stata l’artefice del primo annullo filatelico mai concesso ad una pizzeria dal Mise e dalle stesse Poste Italiane e la pizzeria in questione non è napoletana, bensì il Wip che tutti conosciamo.
Si, Gaetano Cataldo, oltre a mostre d’arte, convegni ed eventi di degustazione, ha riversato tutto ciò sul territorio perché sa che tutti questi risultati sono frutto di attività collettive, fatte in collaborazione con donne ed uomini operosi, e che pertanto tutti noi ci possiamo pienamente intestare, vedendo un nutrito medagliere di sano radicamento territoriale, passione, cultura e creatività, crescere ogni giorno.
In occasione del 214° anniversario della Liberazione del Messico, Identità Mediterranea ha avuto l’onore e l’onere di rappresentare un bellissimo spaccato del “Vigneto Italia” presso l’ambasciata messicana a Roma. Pertanto Gaetano Cataldo, anche in funzione di comunicatore enogastronomico e sommelier internazionale, ha potuto partecipare con Identità Mediterranea alla cena di gala, tenuta a Roma venerdì13 settembre scorso, dopo il discorso di Carlos García de Alba, ambasciatore del Paese centramericano in Italia dal 2019.
Tutto ciò è stato possibile grazie ad 11 cantine di prestigio che hanno aderito alla sponsorship, beneficiando di un’attività reputazionale esclusiva, in presenza di alte cariche politiche, religiose e militari, nonché di funzionari diplomatici e delle camere di commercio bilaterali, che hanno davvero potuto apprezzare bottiglie di altissimo appeal, valore territoriale e qualità enologica. Le straordinarie Cantine che hanno supportato la piccola associazione salernitana hanno grande rinomanza nel panorama vitivinicolo nazionale, capaci di interpretare fedelmente la viticoltura dei relativi terroir di origine, territori che hanno costituito un viaggio ideale nel calice, partendo da Alcamo e i terrazzamenti che affacciano su Castellammare di Stabia, fino al borgo di Pozzolengo che guarda al paesaggio del Lago di Garda, passando naturalmente per la regione Campania.
Da Salerno hanno partecipato la Cantina Tredaniele, originaria di Trentinaria, versata tra l’altro anche nella tradizione culinaria cilentana, oltre che di Fiano, Aglianico e alcuni vitigni internazionali, e la Cantina Bello, che ha sbancato col suo rosato da uve Primitivo; da Benevento la Famiglia Verlingieri ha presentato le sue bollicine briose da Falanghina e del Greco nella versione secca. Alois, già famosa nei manufatti in seta, ha rappresentato Caserta con il Pallagrello, nella versione albina e in rossa. Dalle pendici del Vesuvio il vitigno Catalanesca della Tenuta Augustea ha espresso rarità e piacevolezza, così come la vulcanicità del Piedirosso; La Pietra di Tommasone, dall’isola di Ischia, si è fatta ambasciatrice dei vini mediterranei con la Biancolella in primis e il Pithecusa rosso, così come il IV Miglio ha saputo esprimere il potenziale della Falanghina dei Campi Flegrei.
Dalla verde Irpinia due grandi realtà, la prima di Roccabascerana e la seconda da Montemarano: parliamo di Agricola Bellaria e della Cantina di Giovanni Molettieri, tutte e due in concorso con il Greco di Tufo, di diversa caratterizzazione, quindi Aglianico e Taurasi. La famiglia Bulgarini, in provincia di Brescia, ha pensato bene di giocarsi due assi: le bollicine da lunghissimo affinamento sui lieviti da uve Turbiana e la trama fittissima dell’Amarone di Valpolicella. A dimostrazione di un’accurata selezione e di diversi modelli enologici, i vini artigianali di Nino Asta sono stati quantomeno succosi e dirompenti soprattutto con i bianchi da uve Catarratto, per non parlare del blend di Nero d’Avola e Sirah.
Calici galanti ed edonistici davvero fedeli alle cultivar e territori, hanno saputo rapire l’attenzione di una platea internazionale dal palato raffinato ed aperta a nuovi modelli di beva, per quanto rari.
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