La celebrazione dei 2500 anni di Napoli passa anche attraverso un appuntamento importante fissato a Nocera Inferiore: il libro Le pizzerie storiche di Napoli realizzato da Luciano Pignataro, sarà presentato il 9 dicembre, alle ore 20:30, alla pizzeria Wip. Un evento che contribuisce alla diffusione di un volume destinato a diventare un riferimento per chi ama la pizza e la sua storia.
Celebrare Napoli significa raccontare il piatto che più di ogni altro ne incarna l’anima: la pizza. Ed è proprio dalla volontà di rendere omaggio a questo patrimonio di gusto e cultura che nasce il libro di Pignataro, frutto del lavoro corale di undici giornalisti specializzati e pubblicato con il sostegno di Mulino Caputo.
Un libro volutamente cartaceo, coloratissimo e ricco di curiosità inedite, che ricostruisce la storia di chi ha contribuito a trasformare la pizza napoletana in un simbolo mondiale. Una narrazione che mette al centro il forno, autentico focolare di una liturgia laica che ogni giorno si celebra “in nome della vita”, nel cuore dei quartieri e delle tradizioni cittadine. Il volume si configura così come una storia collettiva fatta di farina, acqua, lievito, sale e passione: una raccolta di memorie ordinarie e straordinarie che affiorano dalle vite dei protagonisti.
Nel libro la storicità viene definita da criteri diversi, legati non solo all’anzianità dell’attività, ma anche al valore culturale. Molte pizzerie protagoniste sono nate tra gli anni ’30 e ’50, diventando punti di riferimento prima nei quartieri, poi nell’intera città. Sono attività che hanno resistito a mode e trasformazioni sociali, testimoniando — più di qualunque dichiarazione — che la pizza è nata a Napoli, una verità da ribadire in un’epoca in cui ciclicamente tornano ipotesi alternative sulle sue origini.
Accanto all’introduzione storica di Pignataro, il libro offre nuovi spunti di studio su un alimento che fino a pochi decenni fa era relegato agli ultimi posti della gerarchia gastronomica e che oggi, anche grazie al riconoscimento Unesco dell’“arte del pizzaiolo napoletano” come Bene Immateriale dell’Umanità, ha conquistato pienamente il posto che merita.
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