Non c’è una stima relativamente precisa su quanti soldi ci vogliono per riqualificare la caserma Bruno Tofano di Nocera Inferiore. L’idea, avvalorata anche da verifiche strutturali però non legate a precise stime, è di oltre dieci milioni di euro, una cifra talmente elevata che né il ministero competente, tantomeno l’amministrazione comunale (che non è proprietaria dell’immobile) possono immaginare di affrontare una simile spesa.
Ma il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, potrebbe aiutare a compiere un vero e proprio miracolo. Ci stanno pensando il sindaco Manlio Torquato e i vertici della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Salerno e Avellino. Il sindaco ha avuto un lungo colloquio con la Soprintendenza per verificare se e come la ristrutturazione della “caserma rossa” di via Solimena possa essere inserita in un progetto finanziabile con il Pnrr.
“Sarebbe l’unica strada praticabile – ha precisato Torquato – perché i soldi per la Tofano sono tantissimi. Bisogna verificare, però, se questa strada è percorribile. Noi ci proviamo e la Soprintendenza può essere il partner giusto per un progetto così ambizioso”. L’ex struttura militare, alienata nel 2015 dai beni del ministero della Difesa e ora di proprietà del ministero della Cultura, retto dal ministro Dario Franceschini, è così grande che rimetterla in sesto rappresenta una vera e propria impresa. E più passa il tempo, maggiore sarà l’impegno finanziario anche per la vetustà dell’immobile. Ma è anche giusto non disperdere un luogo profondamente legati alla storia della città.
Attualmente la Tofano è un deposito dove vengono raccolti i reperti archeologici delle Soprintendenze della Campania. Nel 2018, per rendere alcuni locali adatti allo scopo, sono stati effettuati degli interventi. Altri sarebbero in cantiere, nulla rispetto ad un concreto progetto di riqualificazione che dovrebbe portare alla destinazione d’uso dell’ex caserma.
La struttura fu realizzata per volere del re di Napoli Carlo III sul luogo dove sorgeva il palazzo ducale della città. La realizzazione ebbe lo scopo di liberare Nocera dall’incombenza di dover ospitare i militari nelle case della popolazione. Rappresenta uno dei più grandi edifici militari d’Italia in quanto, nata per la cavalleria, aveva al piano terra le scuderie per ospitare circa 660 cavalli, mentre il primo e il secondo piano erano per gli alloggi e la logistica per ben 2560 persone.
Carlo III affidò il progetto all’ingegnere militare Felice Romano, allievo di Luigi Vanvitelli. I lavori cominciarono il 23 settembre del 1751 e finirono sette anni dopo. Tracce della “rossa” si trovano in letteratura e cinema. Domenico Rea ne ha fatto riferimento nel romanzo “Ninfa plebea”. Due anni fa furono girate diverse scene della fiction Rai “Il commissario Ricciardi” interpretato da Lino Guanciale.
La foto di copertina è di Pino Fucito
Nuovo appuntamento con la prevenzione. Domenica 19 aprile al Centro Polivalente screening gratuiti alla tiroide…
Nocera Inferiore, area nel degrado al Cuomo Milone: la denuncia di Imma Zinnia (Azione) sul…
Interventi nei parchi giochi di Nocera Inferiore: nuove giostre, pavimentazioni antitrauma e riqualificazione diffusa sul…
A Nocera Inferiore il ricordo di due giovani morti sul lavoro diventa mobilitazione: presidio e…
La Giunta Comunale di Nocera Superiore ha approvato il progetto candidato alla Regione, di valorizzazione…
Controlli dei carabinieri Nas nel Salernitano: alimenti irregolari, sospesi laboratori di pasticceria, criticità nelle strutture…