Si è conclusa a Nocera Inferiore la campagna di informazione sull’uso corretto del riciclo della bioplastica, coinvolti migliaia di cittadini
“Se riusciamo a trasmettere ai bambini le giuste informazioni su come differenziare i rifiuti, avremo un domani più verde”. È la sintesi perfetta delle attività di informazione e sensibilizzazione che il Comune di Nocera Inferiore sta portando avanti per educare, attraverso la “mente e il cuore” dei più piccoli, anche gli adulti. Lo ha sottolineato Simona Pulsinelli, dirigente del settore ambiente, nel corso della conferenza stampa durante la quale sono stati illustrati i risultati della campagna “Alla scoperta della bioplastica”.
In giro per scuole, parrocchie e quartieri, l’iniziativa ha coinvolto cittadini e studenti. Tutto è stato possibile grazie al bando varato dal Consorzio Biorepack, che ha consentito al Comune di ottenere un finanziamento di 20 mila euro per finanziare il progetto di comunicazione e sensibilizzazione realizzato in collaborazione con Officine Sostenibili. Tra l’altro Nocera Inferiore si è classificato primo tra i Comuni delle regioni del Sud e Isole. A curare
Cos’è la bioplastica

Durante gli incontri ai cittadini, grandi e piccoli, sono state spiegate le regole per migliorare la raccolta differenziata della frazione organica e il riconoscimento delle bioplastiche compostabili. Pochi sanno, infatti, che buste per la spesa, sacchetti per la frutta e la verdura, vaschette e pellicole estendibili, posate, bicchieri e stoviglie, capsule del caffè, possono essere gettati nel rifiuto organico. Bisogna, però, assicurarsi che siano effettivamente compostabili. “Non ci vuole molto – ha spiegato l’assessore Massimiliano Mercede – basta verificare la presenza di marchi che lo certifichino, poi sarà più facile individuare la bioplastica. Se facciamo buon uso degli imballaggi in bioplastica compostabile rispettiamo l’ambiente e assicuriamo al rifiuto un fine vita sostenibile”.

La bioplastica può avere sia origine biologica (mais, grano, oli vegetali, biomassa) che fossile (petrolio) ed essere comunque biodegradabile e compostabile. Questo significa che, giunta al suo fine vita, piò essere smaltita insieme ai rifiuti organici. In questo modo si avrà una riduzione di emissione di gas a effetto serra durante il processo di produzione, la realizzazione di numerosi oggetti di uso comune facili da smaltire e rispettosi dell’ambiente, la produzione di compost, un ottimo fertilizzante naturale ideale contro la desertificazione del suolo.
Il sindaco Paolo De Maio ha assicurato che l’amministrazione comunale continuerà sulla strada dell’informazione e sensibilizzazione dei cittadini, “ma anche attraverso i controlli e sanzioni per ridurre al minimo l’abbandono dei rifiuti”. “Il ruolo delle scuole è stato fondamentale – ha sottolineato Carmen Granato, presidente della commissione consiliare ambiente – i ragazzi hanno partecipato con entusiasmo all’iniziativa grazie anche al lavoro delle insegnanti e delle dirigenti scolastiche dei cinque istituti comprensivi della città. Tra loro anche una gara, tutti bravi ma una spanna in più gli alunni che frequentano il quinto istituto comprensivo guidato dalla dirigente Ida Di Lieto”.


