Azione di Nocera Inferiore: riorganizzare sensi di marcia per migliorare sicurezza, mobilità e qualità della vita dei residenti di Piedimonte
Piedimonte torna al centro del dibattito sulla mobilità urbana. A sollevare la questione è stato Antonio Schiavo, responsabile giovani di Azione Nocera Inferiore, che in un comunicato denuncia le condizioni critiche in cui vivono quotidianamente i residenti del quartiere di Piedimonte.
Una strada inadeguata ai volumi di traffico attuali
Al centro delle criticità c’è la Strada regionale 266, descritta come una strada troppo stretta per sostenere il doppio senso di circolazione. In diversi tratti, sottolinea Schiavo, mancano perfino i marciapiedi, rendendo pericoloso anche il semplice spostamento a piedi.
La situazione quotidiana è caratterizzata da traffico intenso, mezzi pesanti che transitano a ridosso delle abitazioni e livelli elevati di rumore e smog. Condizioni che incidono in modo particolare sulle categorie più fragili, come persone con disabilità o famiglie con bambini piccoli.

La proposta: senso unico e redistribuzione dei flussi
Secondo Schiavo, una soluzione concreta esisterebbe già e non richiederebbe interventi infrastrutturali onerosi. L’ipotesi è trasformare la Sr 266 in senso unico verso Nocera, deviando il traffico opposto su via Fratelli Buscetto, arteria parallela che parte nei pressi del Tribunale e prosegue oltre il cimitero cittadino. Una riorganizzazione del traffico di questo tipo, secondo il comunicato, consentirebbe maggiore fluidità della circolazione, recupero di spazio per la realizzazione di marciapiedi e una riduzione significativa dell’inquinamento acustico e atmosferico.
Impatti sullo sviluppo economico locale
La proposta avrebbe ricadute positive anche sul tessuto produttivo, grazie alla valorizzazione delle infrastrutture legate all’area industriale Pip di Casarzano, recentemente ampliata e oggi sottoutilizzata rispetto alle potenzialità logistiche.
Costi contenuti e integrazione con i progetti esistenti
Nel comunicato Schiavo sottolinea come la modifica del senso di marcia rappresenterebbe un intervento di organizzazione urbana, senza necessità di nuovi appalti o investimenti strutturali rilevanti. La proposta si inserirebbe inoltre nel più ampio ridisegno della mobilità cittadina, dialogando con il progetto di recupero del cosiddetto “binario morto” attualmente in fase di sviluppo da parte dell’amministrazione comunale.
La richiesta: sicurezza e qualità della vita
Il messaggio finale è chiaro: i cittadini non chiedono opere straordinarie, ma interventi concreti e immediatamente realizzabili per migliorare sicurezza, vivibilità e qualità ambientale del territorio.


