Idee

Il volto di Marcello Torre sulla sua Pagani

Scoperto il murale di Jorit con il volto di Marcello Torre, il sindaco ucciso 40 anni fa dalla camorra. Forse un’attesa troppo lunga

di Nello Ferrigno

Ci sono voluti 40 anni affinchè la città di Pagani riconoscesse un tributo visibile a Marcello Torre. Anche se a finanziare l’opera è stata la famiglia con il contributo della fondazione Polis e della Regione Campania. L’amministrazione comunale e quella della Provincia di Salerno hanno riconosciuto il patrocinio morale. Questa mattina è stato “scoperto” il murale realizzato dallo “street artist” Jorit.

L’artista ha trasformato in un’anonima parete esterna dell’auditorium Sant’Alfonso di Pagani un’opera d’arte che raffigura il volto dell’ex sindaco ucciso dalla camorra nel 1980. Un’immagine resa ancor più fiera dai tratti tipici che Jorit disegna sui volti dei protagonisti dei suoi graffiti, “strisce” prerogative della sua arte, “segni rossi che simboleggiano l’unità della tribù opposta alla singolarità dell’individuo”.  

Il lavoro di Jorit è durato una settimana. Prima di dipingere il volto di Marcello Torre, l’artista ha scritto sul muro il testamento che l’avvocato dedico alla sua città prima qualche mese prima di essere ucciso dai killer di Raffaele Cutolo.

La data scelta per scoprire il murale, il 30 maggio, non è casuale: in quel giorno, nel 1980, sette mesi prima di essere ucciso, Torre scrisse una lettere considerata il suo testamento spirituale, nella quale auspicava ancora una Pagani “civile e libera”.

Da sempre attivo in politica, avvocato, dopo una breve parentesi come cronista sportivo negli anni ’50 e ’60, Marcello Torre torna alla prima vocazione e viene eletto, con una lista civica, al Comune di Pagani: il 7 agosto del 1980 diventa quindi sindaco della sua città natale. Da primo cittadino, Torre si oppone alle infiltrazioni della camorra nella ricostruzione post terremoto, che proprio nel novembre di quell’anno aveva devastato la Campania. L’11 dicembre del 1980, due killer circondano l’auto di Torre, all’esterno della sua abitazione, e sparano diversi colpi di lupara: per l’omicidio del sindaco viene condannato all’ergastolo Raffaele Cutolo, considerato il mandante.

Nello Ferrigno

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