E’ quanto ha caratterizzato l’edizione 2026 di CTRL/SHIFT 2026, la quattro giorni dedicata all’innovazione tecnologica ospitata a Villa Doria d’Angri
di Maria Claudia Caputo
Il futuro e l’innovazione non arriveranno tra qualche anno: hanno già iniziato a bussare alla porta. A dimostrarlo è stata la quattro giorni di CTRL/SHIFT 2026, l’evento internazionale dedicato alle tecnologie emergenti tenutosi nella cornice di Villa Doria d’Angri. L’iniziativa ha riunito imprenditori, sviluppatori, investitori, ricercatori, studenti e professionisti provenienti da tutta Italia e dall’estero.
In un contesto globale in cui l’innovazione corre più veloce di qualsiasi manuale d’istruzioni, l’evento ha offerto un’occasione concreta per capire dove stiamo andando. Intelligenza Artificiale, Web3, blockchain, cybersecurity, identità digitale e quantum computing non sono più parole da conferenza per addetti ai lavori, ma strumenti destinati a ridisegnare il modo in cui lavoriamo, investiamo, comunichiamo e facciamo impresa.
La prestigiosa cornice di Villa Doria d’Angri, affacciata sul Golfo di Napoli, ha fatto da sfondo a un confronto tra università, startup, grandi aziende, istituzioni e investitori. Per qualche giorno, tra una terrazza panoramica e un keynote, è sembrato quasi normale discutere di algoritmi, tokenizzazione e computer quantistici guardando il Vesuvio.
Tra gli ospiti intervenuti figuravano alcuni tra i principali protagonisti del panorama tecnologico, imprenditoriale e finanziario nazionale e internazionale. Tra questi Gianluca Comandini, divulgatore e tra i principali esperti italiani di blockchain e innovazione digitale; Vincenzo Piscopo, CEO di The Jackal; Nicolas Nati, imprenditore e fondatore di Akka, realtà specializzata nello sviluppo di soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale; Ricardo Zanetti, fondatore di Omneya e imprenditore nel settore fintech; e Fabrizio Perrone, imprenditore, angel investor e fondatore della media tech company 2Watch.
A sottolineare l’attenzione delle istituzioni verso le tecnologie emergenti è intervenuto anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione Tecnologica, Alessio Butti, che attraverso un videomessaggio ha ribadito il valore strategico dell’innovazione per la competitività del Paese e l’importanza della collaborazione tra istituzioni, imprese e ricerca scientifica.
Dietro tutto questo c’è la visione di Andrea Paesano, fondatore di NapulETH e ideatore di CTRL/SHIFT, che negli ultimi anni ha contribuito a trasformare Napoli in uno dei principali punti di riferimento italiani per il Web3. Non a caso è stato proprio Paesano a spiegare il perché dell’evoluzione dell’evento. «Quest’anno – ha spiegato – abbiamo deciso di espandere le nostre tematiche ad altri settori e il nome NapulETH ci andava “stretto”». Una frase semplice che racconta bene il salto di qualità compiuto dal progetto: dalla blockchain a un ecosistema capace di mettere in dialogo Intelligenza Artificiale, Web3, quantum computing, cybersecurity e innovazione digitale.

Ed è probabilmente questa la vera forza di CTRL/SHIFT. Se fino a pochi anni fa queste tecnologie sembravano appartenere a mondi diversi, oggi appare sempre più evidente che il loro valore nasce proprio dall’incontro. L’innovazione, in fondo, funziona un po’ come le migliori idee: raramente nasce in isolamento.
Accanto ai panel, CTRL/SHIFT si è distinto anche per le numerose occasioni di networking che hanno favorito il confronto diretto tra imprenditori, investitori, ricercatori e professionisti del settore. Tra gli incontri più interessanti anche quelli con Chee Yang, Sohil Tiwari, Dan Rodman e Giovanni De Lillo, fondatore di Hypereum, che hanno contribuito ad arricchire il dialogo internazionale dell’evento, confermando la capacità della manifestazione di attrarre competenze e visioni provenienti da ecosistemi tecnologici differenti.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle startup e all’imprenditorialità innovativa. Giovani founder, sviluppatori e team provenienti da diversi Paesi hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con investitori e aziende, presentando progetti che spaziano dalla sicurezza dei dati alla finanza digitale, fino alle applicazioni dell’Intelligenza Artificiale nei processi aziendali. Grande attenzione anche al tema delle competenze. Da molti interventi è emersa una convinzione condivisa: la tecnologia evolve rapidamente, ma senza persone preparate rischia di restare soltanto un enorme potenziale inesplorato. Formazione, pensiero critico e capacità imprenditoriale saranno sempre più le competenze decisive per affrontare i prossimi anni.
Proprio Napoli è stata indicata da molti relatori come una città capace di ritagliarsi un ruolo sempre più importante nello scenario europeo dell’innovazione. Grazie alla presenza di università, centri di ricerca, startup e investitori, il capoluogo campano sta costruendo un ecosistema dinamico, competitivo e sempre più internazionale. CTRL/SHIFT 2026 conferma così che anche il Mezzogiorno può essere protagonista dei processi di innovazione e digitalizzazione, dimostrando come il territorio possa diventare un laboratorio di sperimentazione capace di attrarre competenze, investimenti e nuove idee.
L’edizione 2026 di CTRL/SHIFT ha voluto lasciare un messaggio forte: il futuro non è un luogo in cui arriveremo, ma qualcosa che stiamo già costruendo. L’innovazione non nasce soltanto dalla tecnologia, ma dalle connessioni tra le persone che scelgono di immaginarla insieme.


