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Scomparso a soli 21 anni, Seid era una promessa del calcio

È deceduto a Nocera Inferiore Seid Visin, aveva 21 anni, promessa del calcio. Era stato arruolato dal Milan. Poi la decisione di mollare tutto

Era una promessa del calcio. Non a caso era stato scelto dal Milan che lo arruolò nelle sua giovanili. Ma qualcosa non funzionò. E Seid tornò a Nocera tra lo sconforto dei suoi genitori che tanto avevano sperato in un futuro diverso per il loro fanciullo che di talento ne aveva da vendere. Tornato da Milano, Seid decise di riprendere a giocare. Scelse l’Atletico Vitalica. Ma anche lì non durò molto. Oggi Seid, 21 anni, non c’è più. Il ragazzo “triste”, come lo ha descritto il suo ex allenatore Mario Marra, se ne è andato in punta di piedi, lasciando un vuoto incolmabile nella vita del padre Walter Visin e della madre Maddalena.

Seid proveniva dall’Etiopia. Arrivò in Italia quando aveva sette anni. Il papà, quando lo conobbe in Africa, tra le tante cose, notò anche la sua abilità nel destreggiarsi con un pallone nei campetti polverosi di Gondar, il suo paese natale. Iniziò a giocare con la scuola calcio del liceo scientifico Sensale nel quale si è anche diplomato. Passò poi alla scuola calcio Azzurri di Torre Annunziata. Fu notato da Enzo e Mino Raiola. Per Seid si misero in fila osservatori del Napoli, dell’Inter, del Milan e del Manchester City. L’Inter lo fece giocare in alcuni tornei ma fu il Milan a portarselo a Milanello. Seid, era il 2014, approdò alla corte di Oscar Danesi. Il ragazzo condivideva la stanza con l’attuale portiere rossonero, Gianluigi Donnarumma.

Centrocampista avanzato, riusciva a giocare senza alcun problema con entrambi i piedi. Improvvisamente, però, qualcosa non sembra funzionare. Il suo rendimento calò, era triste e malinconico. Raiola pensò che fosse colpa della lontananza dai genitori. Nell’estate del 2016 lo dirottò a Benevento per avvicinarlo a casa. Dopo sei mesi, però, Seid lasciò il club sannita.

Rientrato a casa si gettò a capofitto nello studio per diplomarsi al liceo scientifico. Disse ai genitori che non gli piaceva più l’eccessivo agonismo del calcio professionistico, per lui giocare a calcio deve essere soltanto un divertimento. Così come si è divertito a fare il modello posando per alcune agenzie.

L’Atletico Vitalica ha diramato una nota nella quale il dirigente Antonio Francese scrive: “Il tuo sorriso, il tuo indiscusso talento, la tua naturale e straordinaria predisposizione a dare del “tu” alla palla restano impressi nella nostra mente. Oggi vai via, come sei arrivato, lasciandoci attoniti, senza parole. Addio Seid, talento enorme dal cuore fragile”. Il presidente Nello Gaito, la società e tutti i calcettisti hanno espresso vicinanza alla famiglia di Seid.

Redazione

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