Politica

D’Alessandro chiede un “tavolo di emergenza per Nocera”

Il consigliere di opposizione D’Alessandro critica l’amministrazione e propone un confronto di emergenza tra forze politiche e sociali

Un tavolo di emergenza, aperto a tutte le forze politiche e sociali, le istituzioni educative, i rappresentanti delle famiglie e della società civile, per affrontare in modo coordinato e cooperativo le criticità che affliggono Nocera Inferiore. La proposta arriva dal consigliere comunale Giovanni D’Alessandro, ex candidato sindaco ed esponente di Nocera al Centro, organizzazione politica di opposizione.

D’Alessandro, in una severa analisi dell’attività amministrativa guidata dal sindaco Paolo De Maio, spazia dai servizi scolastici, come la mensa e i buoni libro, alla recente rissa durante la movida, sino a toccare la gestione dei rifiuti, il supporto al commercio e alle attività produttive, ai lavori pubblici. E non concede giustificazioni.

“Nocera – sottolinea D’Alessandro – ha bisogno di decisioni coraggiose e di una visione a lungo termine. Non possiamo più permetterci di sacrificare il benessere della nostra comunità a causa di inefficienze e ritardi. Il tempo delle promesse e delle chiacchiere è finito. Adesso è giunto il momento delle soluzioni per invertire una rotta che sta portando al declino della nostra amata città”. D’Alessandro fa diversi esempi. Parte dalla mensa scolastica, denunciando “i ritardi della gara per affidare il servizio” anche per la decisione di “cambiare quattro volte il responsabile del procedimento, nominando, sostituendo e rinominando sempre lo stesso funzionario”. “Fino a trasferirlo – sostiene D’Alessandro – nella biblioteca comunale, lasciando sguarnito l’ufficio comunale dell’unica persona che sapesse cosa rispondere alle mamme che chiedono spiegazioni”.

Non va meglio, secondo D’Alessandro, il sostegno alle imprese, “sbandierato ma disatteso”, così come nell’area industriale di Fosso Imperatore “dove nessuno sa quando termineranno i lavori per costruire una strada di 200 metri”. Identico discorso per il commercio. “Nessuno dell’amministrazione – sottolinea – si esprime circa la chiusura di tanti negozi. Da ultimo, ma non ultimo, le risse della movida. Ci si è dimenticati che è dal 2017 che i sindaci hanno il potere di comminare il daspo urbano, che, oltre alle telecamere (che non funzionano o che non vengono visionate), sarebbe un bel deterrente, se solo fosse utilizzato, per impedire ai soggetti coinvolti nelle risse di continuare ad avere accesso nei luoghi della città dove hanno fatto danni a cose e persone”.

Redazione

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