Di solito si dice che il confine unisce più di quanto divida. A Nocera, invece, il confine comunale sembra fare entrambe le cose: separa ufficialmente, ma nella pratica politica assomiglia sempre più a una porta girevole. Nocera Inferiore da una parte, Nocera Superiore dall’altra. Vicinissime sulla cartina, molto più guardinghe quando si parla di unione amministrativa. Soprattutto a Nocera Superiore, dove l’idea della “Grande Nocera” continua a provocare più orticaria che entusiasmo.
Eppure, guarda caso, proprio mentre l’aria si fa pre-elettorale e i “campi larghi” diventano larghissimi, la politica nocerina comincia a incrociarsi. Coincidenze, certo. Ma di quelle che fanno alzare più di un sopracciglio.
Partiamo dai fatti. Ieri pomeriggio arriva la notizia della nascita di un nuovo gruppo nel consiglio comunale di Nocera Inferiore, “Civiche in rete”. Un nome che già di per sé richiama connessioni, collegamenti, fili che si intrecciano. Ne fanno parte Giovanni D’Alessandro, Antonio Iannello e Antonio Romano. Il progetto piace, circola bene e trova ulteriore legittimazione nell’elezione, nel neo consiglio provinciale, di Rosario Carione. Dietro le quinte, ma neanche troppo, la regia è attribuita a Giovanni Maria Cuofano, consigliere regionale ed ex sindaco di Nocera Superiore.
Passano poche ore e la scena cambia, ma non di molto. Teatro dell’incontro una nota pizzeria di Nocera Inferiore. Al tavolo, “per una pizza, null’altro”, si ritrovano Nicola Landolfi, esponente del Partito Democratico salernitano, Salvatore Forte, tornato molto attivo, come testimoniano social più dinamici di una campagna elettorale americana, e Alfonso e Mimmo Oliva, nomi che evocano storie politiche e sindacali che non hanno bisogno di presentazioni. Figli di Galante Oliva, e rispettivamente zio e padre di Teo, già presidente del consiglio comunale di Nocera Superiore del sindaco Gennaro D’Acunzi, prima del passaggio all’opposizione.
Come se non bastasse, nella sala attigua, ma la coincidenza è certificata per la presenza ad un evento tutt’altro che politico, spunta anche Carmen Granato, consigliera comunale di maggioranza del sindaco di Nocera Inferiore Paolo De Maio, accompagnata dal papà ex assessore Paolo. E, a completare il quadro, il sindaco di San Marzano sul Sarno, Andrea Annunziata. Un tavolo? No. Un mosaico politico.
Ora, ufficialmente, nessun vertice, nessuna trama, nessun patto. Solo pizza, chiacchiere e forse un caffè finale. Ma si sa, la politica passa spesso più dalle pizzerie che dalle segreterie.
E allora la domanda sorge spontanea: se Nocera Inferiore e Nocera Superiore sono così restie a fondersi in un’unica città, perché i rispettivi mondi politici sembrano muoversi come se il confine non esistesse? Forse l’unione amministrativa resta un tabù per i cittadini – soprattutto per quelli di Nocera Superiore – ma quella politica, nei fatti, è già una realtà informale, fatta di telefonate, tavoli condivisi e progetti “civici” che guardano ben oltre il cartello stradale.
I rumors, naturalmente, non mancano. E con le elezioni all’orizzonte, è lecito aspettarsi che queste coincidenze si moltiplichino. Per ora, nessuna fusione. Ma sulla pizza, almeno, la Nocera unita sembra già esistere.
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