Il presidente dell’Ordine dei commercialisti ed esperti contabili di Nocera Inferiore, Giovanni D’Antonio, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte e al ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri. Il documento riprende il decreto legge denominato “Cura Italia” chiedendo delle possibili modifiche “al fine sostenere ed aiutare famiglie, imprese e professionisti per far fronte a questo momento particolare dal punto di vista finanziario ed economico”.
D’Antonio inizia la sua analisi dal rinvio di alcuni versamenti ed adempimenti tributari prorogati al 20 marzo scorso differendoli, quindi di quattro giorni, alla scadenza del 16 marzo escludendo le aziende con un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro. “Per quale ragione logica non dovrebbero avere la stessa difficoltà legato all’attuale momento di crisi?”, ha scritto D’Antonio nella lettera. Ed ha invitato il Governo ad applicare la sospensione ad un arco temporale più adeguato alla situazione contingente, ovvero almeno fino al 30 Giugno, con versamenti a partire dal 30 Settembre, in unica soluzione o in quattro rate di pari importo riferire la sospensione a tutte le categorie di imposte. “Inoltre – si legge nella lettera – deve essere estesa la sospensione ad ogni rateizzo in corso ovvero, anche a quelli in essere direttamente con l’Agenzia delle Entrate”.
Per la concessione di un premio di 100 euro per i dipendenti che hanno lavorato in sede nel mese di marzo, con reddito nell’anno precedente inferiore a 40 mila euro, con compensazione per il datore di lavoro in F24, la misura appare adeguata in termini di importo e parametro reddituale ma inadeguata in termini temporali per cui va estesa anche al mese di aprile. Da rivedere anche il credito d’imposta del 60 % dell’ammontare del canone di locazione relativo al mese di marzo 2002 “per i soggetti esercenti attività d’impresa che conducono in locazione un immobile di categoria C/1”.
“La misura – sostiene il presidente D’Antonio – appare del tutto inadeguata oltre che fortemente discriminante. Limitare il sostegno alle imprese al solo mese di Marzo è del tutto inadatto al particolare periodo storico inoltre, limitare il credito d’imposta solo agli immobili di categoria C1 vuol dire discriminare una moltitudine di contribuenti, si pensi ai grossisti che generalmente sono ubicati in immobili di categoria D, oppure alle scuole private che svolgono la propria attività in immobili di categoria B, oppure ai laboratori artigianali che sono collocati in immobili di categoria C ma diversi da quelli C1, oppure, ancora, ai professionisti che conducono in fitto immobili di categoria A. Si chiede dunque al governo di estendere al mese di aprile il credito d’imposta facendo in modo che tutti i contribuenti ne possano beneficiare elidendo la limitazione imposta per la categoria catastale”.
Distinguo anche su liquidazione, controllo, accertamento, riscossione e contenzioso da parte degli uffici e degli enti impositori dal 8 marzo al 31 Maggio. “Vanno sospesi – scrive D’Antonio – sino al prossimo 31 dicembre per consentire alle aziende di dedicarsi alla ripresa piuttosto che alla difesa tributaria”. Critiche anche alla sospensione dei versamenti delle rate della rottamazione dal 31 maggio al 30 giugno. “E’ iniquo e discriminante – precisa D’Antonio – pertanto si chiede al Governo di consentire, in primo luogo il pagamento delle rate sospese in misura dilazionata, magari sommando una parte di esse alla rata ordinaria”. Ed infine il bonus di 600 euro ai lavoratori autonomi iscritti all’Inps. “E per chi è iscritto alle altre casse previdenziali?”, chiede D’Antonio.
Infine l’accesso al credito. “Al fine di favorire il reperimento di liquidità per le imprese in fase di ripartenza post-emergenza – propone D’Antonio – occorre istituire un fondo di garanzia che consenta l’accesso al credito bancario. Tale garanzia, prestata direttamente dallo Stato, andrebbe escussa in caso di insolvenza dell’impresa richiedente il finanziamento. L’importo della garanzia deve coprire il 100% della somma richiesta e deve essere parametrato al livello dimensionale dell’impresa in modo da consentire alle imprese di dimensioni maggiori l’accesso ad un credito bancario più elevato. La misura deve, inoltre, garantire l’accesso al credito non necessariamente erogato sotto forma di finanziamento rateale. Tale supporto alle imprese garantirà il reperimento di liquidità da parte delle stesse rendendo, di fatto, l’intervento statale residuale, ovvero limitato a quei casi in cui l’azienda beneficiaria si rendesse inadempiente”.
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