Riflessione

Sarno ricorda la frana: memoria e responsabilità

Nel giorno della commemorazione, il sindaco di Sarno richiama la città al dovere della memoria e alla responsabilità verso le vittime

A Sarno il ricordo resta vivido e doloroso. Ogni 5 maggio la comunità si raccoglie per commemorare una delle pagine più tragiche della sua storia. In occasione dell’anniversario della frana del 5 maggio 1998, il sindaco Francesco Squillante ha voluto ribadire il significato profondo di questa ricorrenza, che causò la morte di 137 persone.

Nel suo intervento, il primo cittadino ha sottolineato come quella data rappresenti uno spartiacque netto per l’intera comunità: “non è una data come le altre”, ma il momento che ha diviso la storia locale “in un prima e un dopo”. Parole che richiamano non solo il peso della memoria, ma anche la responsabilità collettiva di custodirla e trasmetterla.

“Dare senso alla memoria”

Il sindaco ha insistito sul fatto che il compito odierno non si esaurisce nel ricordo formale, ma richiede di “dare senso a quella memoria”. Un impegno che si traduce nel mantenere vivo il ricordo delle vittime, nel sostenere chi ancora porta il segno di quella perdita e nel riconoscere il coraggio di quanti, nei giorni della tragedia, si adoperarono senza sosta per salvare vite umane.

Particolarmente significativo il passaggio dedicato a chi intervenne nei soccorsi: uomini e donne che “hanno scavato nel fango senza fermarsi”, spesso mettendo a rischio la propria vita. Un richiamo che restituisce dignità e valore a gesti di straordinaria solidarietà, diventati parte integrante della memoria collettiva cittadina.

Nel suo discorso emerge con forza anche il senso di responsabilità che deriva dal ricordo: “dietro ogni nome c’è una vita, dietro ogni assenza c’è una famiglia”. Un monito che invita a non ridurre la tragedia a una cifra o a un evento storico, ma a riconoscerne la dimensione umana e sociale.

La conclusione è netta, quasi perentoria: Sarno “non dimentica. E non deve. E non può. Mai”. Una dichiarazione che si configura non solo come un atto di commemorazione, ma come un impegno civile permanente, affinché tragedie simili non vengano mai sottovalutate né, soprattutto, dimenticate.

Redazione

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