Il turismo è uno dei settori che rischia più di tutti a causa dello “Schock Covid”. Ad oggi non ci sono ancora progetti e idee per come affrontare una crisi di dimensioni enormi. Ne abbiamo parlato con Antonio Calabrese, founder di Ch Hotels.
Signor Calabrese, come se ne esce da una crisi tanto grave quanto inaspettata?
“Bisogna avere il coraggio di scelte importanti altrimenti non ci sarà alcuna ricostruzione. In questi giorni si parla di voucher vacanza per chi è stato costretto a causa della pandemia a non poter usufruire dei servizi turistici acquistati. Io penso, invece, ad una detrazione fiscale concessa dallo Stato per i costi sostenuti di soggiorni per vacanze. Non bisogna dimenticare che l’Italia, oltre alle classiche destinazioni turistiche, si propone sempre di più anche come meta per meeting, congressi, eventi. Le aziende, mai come domani, avranno sempre di più bisogno di rilanciare il prodotto, di individuare efficaci strumenti di marketing, di comunicazione, di costruire un proprio brand e rendersi consapevoli del marchio che gestiscono. In un contesto del genere lo Stato dovrebbe approvare una detrazione fiscale sulle vacanze, tipo il 100% del valore speso per le aziende e/o possessori di partita iva, il 30% del valore spese per le famiglie/persone fisiche”.
E le aziende turistiche cosa dovrebbero fare?
“Sfruttare queste opportunità per incentivare il ritorno degli ospiti nelle strutture alberghiere. io mi sto organizzando con il programma fedeltà con i clienti, ad esempio riconosco il 15% di bonus/detrazione, cioè su un valore di 1.000 euro speso in soggiorno, il cliente recupera 150 euro e lo dovrà spendere in extra presso un altro albergo”.
Lei si è fatto promotore anche di proposte più innovative che potrebbero mettere in crisi l’adesione del nostro Paese all’Unione Europea.
“Purtroppo credo che il Coronavirus abbia messo in evidenza che l’Unione Europea esiste solo sulla carta, non si è realizzata una vera unione di popoli, i diversi Paesi non sono trattati alla stessa maniera, magari con accordi sottobanco. I vari trattati come quello di Shenghen, possono essere unilateralmente sospesi, gli interventi di Stato all’economia vietati per alcuni sono, di fatto, attuati per altri”.
Mi sembrano concetti “sovranisti”?
“Non è così, al contrario l’Italia deve avere il coraggio di attuare una strategia economica d’urto molto coraggiosa, anche se andrà contro talune regole imposte dall’Unione Europea”.
Faccia qualche esempio.
“Parlavo di scelte coraggiose, su tutte quella di riprendere a stampare una propria moneta, prevedendo un corso legale parallelo interno, con cambio 1-1 con l’euro; richiedere a tutte le aziende una certificazione dei listini prezzi e prevedere pesantissime sanzioni per coloro che con l’introduzione della nuova moneta pensassero di fare i furbi aumentando i prezzi o speculando sul cambio; immettere sul circuito bancario almeno 500 miliardi delle nuove lire; pagare con titoli di debito o con le nuove lire tutti i crediti vantati dalle aziende private nei confronti di enti pubblici; creare una Banca di Stato denominata BaRNI (Banca di Rinascita Nazionale Italiana); imporre agli Istituti di credito di cancellare dalle loro banche dati tutti i disguidi sino a 5.000 euro per le persone fisiche e 20.000 euro per le aziende (L.R.B. legge della ‘riconciliazione bancaria’); concedere crediti, a finanziamento di progetti, a tasso non superiore del 2% e restituzione su 10 anni con procedura veloce e basata sulla moralità e non su garanzie reali; detti crediti sarebbero garantiti dalla banca BaRNI; cancellare dagli oneri fiscali la quota detratta per la pensione sino a 30 anni prima della data pensionabile, è un furto far pagare a un ragazzo di 20 anni la ritenuta per una pensione che forse non avrà mai, tagliando così drasticamente il peso del cuneo fiscale; azzerare gli oneri fiscali per 3 anni su tutte le nuove assunzioni a tempo indeterminato”.
Mi sembra una “cura da cavallo”. Non pensa che sia difficile da attuare?
“Per questo parlavo di scelte coraggiose. Quello che è successo e da cui non sappiamo quando ne usciremo è paragonabile ad una guerra. E dopo le guerre ci vogliono provvedimenti altrettanto violenti”.
Altre idee?
“Bisogna adottare una tassazione unica al 10% per i primi 5 anni sugli utili delle aziende straniere che vengono ad investire in Italia creando nuova occupazione; possibilità di detrarre dalle tasse “tutti” gli acquisti dimostrabili con documento fiscale o con estratto conto bancario, compresi i beni voluttuari e di lusso; tassare i depositi bancari che superano i 100 mila euro per scoraggiare il congelamento della liquidità; una flat tax al 15 % sino a un utile di 30 mila euro; arresto immediato per gli evasori e per i furbi; trasformare il reddito di cittadinanza in stipendio reale per tutti coloro che accetteranno di assumere il ruolo di ‘guardiani della bellezza’, avranno l’incarico di controllare ognuno un chilometro di strada urbana o extraurbana, provvedendo alla pulizia, al giardinaggio, e in generale al decoro (da non confondersi con gli addetti alla nettezza urbana); consentire a investitori stranieri di aprire musei in Italia prendendo in comodato d’uso le opere d’arte che oggi ammuffiscono negli scantinati delle nostre pinacoteche, purché ogni nuovo museo assuma giovani italiani diplomati dalle accademie d’arte”.
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