Come superare la crisi del turismo. Pinto “servono provvedimenti ed iniziative concreti”. Fondamentale il rilancio del “Made in Italy”

“Per la ripresa economica del nostro Paese è fondamentale recuperare e rilanciare le eccellenze italiane che hanno reso unico il ‘marchio’ Italia nel mondo, dall’arte alla cultura, dall’enogastronomia all’ambiente. A fare da traino il comparto turistico e della ricettività, per il quale questa potrebbe essere addirittura l’occasione per innovarsi e creare per il futuro un nuovo modello di offerta turistica, maggiormente attrattivo e competitivo. Ne è convinto Flaviano Pinto, dottore commercialista ed esperto del settore turistico che ha accettato di parlare con In Prima News della crisi che sta investendo il turismo.
“Per il rilancio immediato, invece, occorrono provvedimenti ed iniziative concreti, a differenza di quelli fin qui adottati”, ha precisato Pinto. Il commercialista ritiene “inefficace il contributo ai lavoratori stagionali del turismo”. “Sarebbe più opportuno – ha precisato – riconoscerlo alle imprese turistiche, a condizione che assumano i lavoratori e garantiscano loro stipendi giusti, in modo da poter aprire e creare economia, con l’ulteriore incremento dell’occupazione nei settori ad esso collegati, come autorevolmente sollecitato peraltro anche dal presidente di Federalberghi”.

“Sino ad oggi molte cose inutili”
Per Pinto è inutile il finanziamento agevolato alle imprese, gli importi, i vincoli (non consente tra gli altri, di estinguere scoperti bancari) e le condizioni per ottenerlo e conservarlo fino alla scadenza, lo rendono inconsistente”. “Inutile – ha sottolineato – il bonus vacanze, con esso l’imprenditore turistico non ottiene alcun sostegno, anzi sarà peggiorativo, poiché nell’immediato egli dovrà fornire i servizi ai turisti, pagare i fornitori e gli stipendi, coprire gli ulteriori investimenti, per poi incassare il corrispettivo sotto forma di compensazione con le imposte. Le cui modalità sono al momento ancora incerte, ma che potrebbero, come per altri bonus, consentire una compensazione con le sole imposte sul reddito (Ires ed Irpef) quindi, nella migliore delle ipotesi, a distanza di almeno un anno e solamente se e nella misura in cui le imposte sarebbero dovute”.

Le proposte
Cosa andrebbe fatto? “Basta poco, ma fatto bene – rilancia Pinto – in primo luogo, dettare un protocollo anti Covid-19, con prescrizioni precise, che gli imprenditori turistici dovranno applicare nella gestione della struttura, a tutela degli ospiti e del personale, ma anche per evitare loro responsabilità civili e penali, e per consentire anche di adeguarsi prontamente, in vista della possibile riapertura a breve. Adozione, da parte delle amministrazioni pubbliche, di procedure ed interventi periodici di sanificazione, tutela e messa in sicurezza dei territori. Miglioramento della mobilità, con reti di trasporto più efficienti, in grado di decongestionare le principali mete turistiche.
Un nuovo modo di fare turismo
Il rilancio, la cura ed una maggiore fruibilità di siti storici, artistici e culturali, e la realizzazione di iniziative culturali di valenza nazionale ed internazionale, concentrando le risorse su pochi eventi, anche enogastronomici, ma il cui impatto sull’economia locale sia storicamente dimostrabile. La realizzazione di piattaforme on-line, per comprensorio turistico, per la prenotazione ed acquisto integrato di servizi e beni, che consenta al turista di comporsi e comprare, con un solo click, il proprio pacchetto di viaggio, maturando anche bonus e sconti proporzionati a quanto prenotato. Un incremento dell’imposta di soggiorno, la cui incidenza sul prezzo sostenuto dal turista è irrilevante, piuttosto che la sua eliminazione, affinché i Comuni possano disporre di risorse aggiuntive, con le quali sostenere o contribuire a sostenere iniziative come quelle rappresentate”.

