Lunedì sit in di protesta dei lavoratori di Villa dei fiori insieme agli ammalati per chiedere al Distretto sanitario 60 diritto alla salute e al lavoro
Anche i sindaci al fianco dei lavoratori di Villa dei fiori e dei cittadini per chiedere il diritto alle cure e al lavoro. I sindaci di Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Castel San Giorgio e Roccapiemonte, le città dell’ambito del Distretto sanitario 60 dell’ Asl Salerno, hanno risposto all’appello dei lavoratori del centro di riabilitazione di Nocera Inferiore. Lunedì 12 ottobre è in programma una manifestazione di protesta in via Giordano sotto gli uffici del Distretto. Ha assicurato la sua presenza il neo sindaco di Pagani, Raffaele De Prisco in sostegno soprattutto dei tanti bambini paganesi che aspettano di entrare in trattamento riabilitativo
Il corteo partirà da piazza Santa Chiara e giungerà dinanzi la sede del Distretto sanitario. Ci saranno anche le famiglie dei tanti ammalati che attendono da tempo il nulla osta alle terapie. La protesta che unisce lavoratori e famiglie nasce da una situazione che è diventata insostenibile. “Da febbraio – spiegano gli organizzatori – il Distretto sanitario 60 ha bloccato le autorizzazioni per le terapie a Villa dei fiori senza alcun motivo, senza dare spiegazioni e rifiutando ogni confronto. La conseguenza è che i pazienti, in gran parte bambini, non possono curarsi e si aggravano, mentre i terapisti che potrebbero curarli sono costretti all’inattività e rischiano il posto di lavoro”.
Ad agosto scorso c’era stato già un primo tentativo di confronto organizzato dal sindaco di Roccapiemonte, Carmine Pagano, ma l’incontro fu disertato dai responsabili del Distretto 60. “L’appello che rivolgiamo come lavoratori e come famiglie dei malati – concludono gli organizzatori della manifestazione – è alla Regione Campania, all’Asl Salerno, ai Comuni, ai cittadini affinché questa situazione, che mette a repentaglio il diritto alla salute e il diritto al lavoro sia superata. Lo faremo in modo civile e responsabile, ma con la determinazione di chi è vittima da troppo tempo di una ingiustizia inaccettabile”.

