L’appello dei sindaci sul rilancio dell’ospedale Umberto I resta al momento inascoltato. Manca un’azione incisiva da parte della politica
di Nello Ferrigno
Non è andata per niente bene la riunione della Commissione consiliare sanità che ieri sera si è insediata al municipio di Nocera Inferiore e a cui erano stati invitati anche i primari medici dell’ospedale Umberto I. All’ordine del giorno c’era proprio la complicata situazione del presidio ospedaliero che deve fare i conti con la carenza del personale, in particolare i medici. All’appello si sono presentati soltanto il presidente Vincenzo Stile, il vice Renato Guerritore e il consigliere Giuseppe Della Porta. Solo due i medici che hanno raccolto l’invito. Non è stato raggiunto il numero legale ma è stato redatto un documento finale che mette in evidenza le difficoltà esistenti.

Troppo poco per un’emergenza complessa come quella che sta interessando l’ospedale che non riguarda soltanto il poco personale in servizio ma una strategia futura, una visione complessiva che possa far immaginare un nuovo slancio per il presidio ospedaliero che resta il più grande dell’Asl Salerno e ha la sua influenza strategica sugli altri ospedali del territorio, Pagani e Scafati, e su un bacino di utenza che da tempo ha travalicato l’agro nocerino sarnese sino ad arrivare all’area sud della provincia di Napoli.
Tradotto vuol dire tornare a parlare di un Dea di secondo livello realmente riconosciuto sulla carta e spingersi anche oltre immaginando un’azienda sanitaria autonoma da quella di Salerno che appare sempre più lontana e distratta da altre dinamiche. Basti pensare che per ottenere una visita del direttore generale Mario Iervolino, il sindaco Manlio Torquato ha dovuto minacciare un sit in davanti all’ospedale.
“Per il nostro ospedale – ha detto il presidente Vincenzo Stile – chiediamo chiarezza di programmazione, personale a tempo indeterminato, concorsi per portare le migliori professionalità, Dea di Secondo livello per l’area Nord Salerno. Vogliamo che questa strada venga condivisa come obiettivo strategico inderogabile. Queste sono le cose che chiediamo aspettando la visita del direttore generale dell’Asl.
Andando a leggere sotto le righe è evidente l’impotenza degli amministratori locali, sindaci compresi ma anche la scarsa rappresentanza politica che un territorio vasto come quello dell’agro nocerino non ha a livello regionale e nazionale. Dove sono finiti i consiglieri regionali, i deputati e i senatori che hanno raggiunto Napoli e Roma grazie ai voti dell’agro nocerino sarnese?

