Dopo il silenzio delle Asl sui contratti dei centri di riabilitazione, Vuolo denuncia tutto alla Commissione regionale trasparenza
“Il dumping contrattuale nella riabilitazione è uno scandalo”. Lo afferma senza mezzi termini l’amministratore di Villa dei fiori di Nocera Inferiore. “Per sconfiggerlo – spiega Domenico Vuolo – nelle scorse settimane si sono mobilitati i sindacati, ci sono stati scioperi e manifestazioni, c’è stato l’impegno della Regione. È una battaglia nazionale, ma la Campania è in prima fila. Coinvolge direttamente, solo nella nostra regione, quasi 10 mila lavoratori. Di questi oltre la metà lavora in condizioni nettamente svantaggiate: meno soldi (fino a quasi 9 mila euro) e più ore. Il tutto grazie a contratti diversi da quello di riferimento (AIOP) o addirittura pirata”.
Ma quali sono questi contratti ? Chi li applica? Villa dei Fiori, uno dei principali centri di riabilitazione campani, lo ha chiesto alla Regione. “Il direttore generale Antonio Postiglione – racconta Vuolo – ci ha risposto esprimendo spirito di collaborazione e trasparenza e ci ha invitato a presentare la richiesta alle Aziende sanitarie locali, cui sono assegnati compiti di vigilanza sugli aspetti organizzativi delle strutture sanitarie, compresi quelli del personale utilizzato”.
“Lo abbiamo fatto con regolare richiesta di accesso agli atti – ha precisato il manager – entro l’8 agosto, per legge, le Asl avrebbero dovuto fornire i dati richiesti. Ma non lo hanno fatto. Sappiamo che alcune si sono impegnate chiedendo ai distretti e ai centri mentre di altre non abbiamo notizie, di fatto però ad oggi non abbiamo risposte”. Colpa delle Asl? “Non è questo il punto. Tanto più che è interesse delle stesse aziende sanitarie entrare in possesso di questi dati, che dovrebbe essere semplice ottenere e invece, non si sa perché, pare sia difficilissimo. Certamente c’è chi preferisce che questi dati restino nascosti”.

Da qui la decisione di rivolgersi al presidente della Commissione trasparenza della Regione, Nunzio Carpentieri. “Ma per capire la gravità della questione – ha sottolineato Vuolo – bisogna chiarire alcuni punti. Il primo, queste informazioni devono essere di dominio pubblico perché riguardano contratti stipulati con il denaro di tutti, con strutture accreditate, per fornire servizi del Servizio sanitario regionale. Il secondo, la legge sulla trasparenza impone alla Pubblica Amministrazione di fornire questo tipo di informazioni. È un dovere, non una cortesia. Terzo, è interesse fondamentale della Regione e delle Asl che questi dati siano noti, perché nelle prossime settimane si dovranno stabilire le tariffe per i centri di riabilitazione e c’è un bella differenza tra centri che applicano il contratto leader e altri che applicano contratti diversi risparmiando fino al 40% sugli stipendi dei lavoratori”.
E ora cosa accadrà? “Le leggi sono chiare – ha risposto Vuolo – dalla 241 al decreto legislativo 33/13, per cui questi dati devono essere forniti. Ci auguriamo quindi che la situazioni si sblocchi al più presto. In caso contrario saremo costretti a ricorrere al Tar che già ci ha dato ragione nel passato. Anche se sarebbe paradossale dovere ricorrere al tribunale amministrativo per avere informazioni che sono dovute e di pubblico dominio”. Informazioni, va ricordato, che investono il futuro di quasi 10 mila lavoratori.

