E’ morto a 61 anni Giovanni Palescandolo, farmacista e collezionista di dischi in vinile. Un malore lo ha stroncato nella sua abitazione
di Nello Ferrigno

Un malore ha stroncato la vita di Giovanni Palescandolo. Il farmacista di Nocera Inferiore aveva 61 anni. Era noto non solo per la sua professione ma per la sua grande passione, i dischi rigorosamente in vinile. Era tra i più importanti collezionisti italiani oltre che un dj “ante litteram”. Ho incontrato Giovanni un mese fa. Insieme a Peppe Pinto mettemmo un pò di dischi al Salotto in piazza del Corso. Ogni volta che lo incontravo, quasi per scherzo, gli chiedevo “ora quanti dischi hai”?. E lui mi rispondeva “non lo so, mai contati, forse cinquemila oppure diecimila”. Ora l’immensa raccolta di dischi non ha più un custode. Sicuramente la famiglia saprà come non disperderla e magari valorizzarla nel ricordo di Giovanni.
Sin da ragazzino comprava dischi di importazione, li faceva arrivare dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti. Poi anche dal Giappone. Intercettava le novità discografiche con mesi di anticipo rispetto al mercato ed ai gusti. Era non certo musica per tutti i palati, artisti di nicchia con brani spesso mai arrivati in Italia. Spaziava dal funky al rock e il jazz, senza disdegnare soul, house e indie. Sono mitiche le serate con gli amici a cui faceva ascoltare in anteprima pezzi sconosciuti.
Per avere qualche dritta su artisti emergenti bastava chiedere a lui. Tre anni fa mi passò il nome di un distributore americano con sede a Chicago, Numero Group. Nel catalogo dello store ci si perde. Nella sua casa “nel palazzo delle Poste” in via Lanzara c’è un’intera stanza con armadi fatti costruire per custodire i dischi. Spesso ne comprava due copie, una per ascoltarla, l’altra per conservarla nella sua confezione immacolata.
Giovanni Palescandolo viveva da solo. Non aveva più i genitori. La sua strada professionale era segnata, fare il farmacista per continuare a lavorare nella farmacia Palescandolo di via Nicotera, a due passi dalla stazione ferroviaria. Ci ha messo un pò di tempo per laurearsi, distratto dalla musica. Poi, anche da farmacista, ha confermato la sua grande disponibilità nei confronti degli utenti. Era così anche con gli amici.
Era nipote di Peppino Di Florio, il giornalista poeta che scriveva di calcio sul Corriere dello Sport. Anche Peppino amava la musica. Chissà se non sia stato proprio lo zio a trasmettergli questa passione. Oppure viceversa.
“Abbiamo perso – ha scritto Karmine Domenicano – un pezzo di storia e di cultura della nostra amata città, come dimenticare tutto quello che si è fatto insieme. È stato precursore assoluto del movimento nocerino dei dj. Se esistono è anche merito suo. Il suo gusto raffinato è stata una traccia. Così come la sua sconfinata conoscenza, associata al desiderio di andare oltre nella ricerca, così oltre da possedere delle vere perle e rarità che poche persone al mondo hanno. Tanti di noi sanno e hanno sentito, visto cose che solo lui sapeva regalarci”.

