Il sindaco di Nocera Inferiore chiede ai cittadini una presa di coscienza contro gli episodi di violenza. Mentre Antonio Romano chiede un rilancio socio economico
L’attentato che due notti fa ha colpito un’attività commerciale è solo l’ultimo, in ordine di tempo, di una escalation di fenomeni di violenza che stanno minando la sicurezza a Nocera Inferiore. Esplosioni di bombe, colpi di pistola, ma anche risse e litigi, rischiano seriamente di prendere il sopravvento. L’opinione pubblica si interroga, i cittadini cercando delle risposte. Perché vivere perennemente nella paura, dopo due anni di pandemia e restrizioni, una cruda ripresa di atti criminali sono duri da affrontare. Uno scenario che ha spinto anche la politica a rimboccarsi le maniche.

“Una mobilitazione popolare, dove non ci si nasconda e si dica chiaro che qui la criminalità non la vogliamo”. E’ la riflessione avanzata dal sindaco Manlio Torquato. Un’azione concreta alimentata dai cittadini, una marcia dove silenzio e indifferenza non trovano posto. “Il mio appello all’urgenza – ha detto il primo cittadino – non basta. Né Comitati per l’ordine e la sicurezza, che abbiamo già fatto. Né eserciti, che lasciamoli ai teatri di guerra, o alla retorica, non certo utili alla lotta all’antistato”.
“Non solo presidi di sicurezza, ma anche rilancio del tessuto economico – produttivo”.
Su quanto accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì ha scosso gli animi di tutti. Anche Antonio Romano, ex sindaco della città e nuovamente candidato alla poltrona di primo cittadino, ha voluto dare una sua riflessione. “Il vile attentato che l’altra notte – ha detto Romano – ha distrutto il progetto di vita di una famiglia operosa e perbene, destando un notevole allarme sociale, non rappresenta solo un fenomeno delinquenziale da sopprimere con forza e decisione. I presidi di sicurezza del territorio, da me fortemente voluti con la realizzazione della Cittadella giudiziaria, della sede della Guardia di Finanza, del commissariato di Polizia e dei Carabinieri, sono certo che assicureranno alla giustizia gli autori di questo ignobile gesto”.

“Questo però sarà solo la “terapia” e non la “cura” del fenomeno – ha poi precisato – che, oggi, va ricercato anche nella strisciante crisi economica che attraversa il territorio dell’Agro, acuita dalla pandemia. Il commercio e la piccola e media impresa stentano a far quadrare i conti, sicché trovo riduttivo rubricare l’accaduto solo come un fenomeno delinquenziale. Non credo che quanto accaduto sia svincolato dall’impoverimento del nostro tessuto economico-produttivo e dal disagio economico e sociale che vivono i giovani”.
“È necessario ogni sforzo – ha poi aggiunto Romano – per trovare risorse pubbliche da indirizzare nel settore produttivo e commerciale ed una visione chiara della vocazione e della prospettiva da dare alla città, che rimane il capoluogo dell’Agro nocerino sarnese. Per questo mi auguro che le forze politiche e sociali del territorio facciano uno sforzo per ragionare con concretezza su queste cose. dalle quali dipende il futuro dei nostri figli. Io sono disponibile”.


