I cittadini hanno chiesto al sindaco di migliorare la pavimentazione di diverse strade con troppe buche, Servalli annuncia interventi
Sono giunti al termine i lavori di riassestamento della pavimentazione del centro della città di Cava de’ Tirreni, ma intanto sui social incalzano le richieste di ulteriori interventi.
Con i fondi che il Comune ha ancora in cassa, l’amministrazione, come spiegato dal sindaco Vincenzo Servalli, ha deciso di intervenire su piccoli accorgimenti che possano migliorare la vivibilità dei cittadini. Si è cominciato la scorsa settimana con la riduzione delle barriere architettoniche nel centro città e ora invece si è passati alla fase B, cioè il riassestamento della pavimentazione. Il primo intervento, oggi ultimato, ha interessato il tratto che va da via Felice Parisi a piazza San Francesco e che dalle 17 è stato riaperto al transito dei mezzi, fino a poche ore fa dirottati verso i varchi di piazza Abbro e di via Balzico.

“Si tratta dell’ennesima, ma necessaria opera di messa in sicurezza della pavimentazione del nostro centro storico – afferma Servalli – l’errore della pavimentazione, in questo caso è a monte, perché le mattonelle che all’epoca della costruzione furono scelte, non reggono il peso dei mezzi. La piazza è il cuore del commercio e dei residenti e quindi periodicamente le mattonelle che si rompono devono essere sostituite.”
Ma proprio a proposito di sostituzioni, i cittadini tramite i canali social, hanno richiesto un intervento urgente alla pavimentazione dei marciapiedi di via Montefusco, dove il transito potrebbe diventare pericoloso proprio a causa delle mattonelle sconnesse e di un gradino in bilico. È stata segnalata anche la discesa di via Della Corte in cui regnano le buche, spesso lasciate scoperte, rattoppate con dell’asfalto o addirittura con delle tavole. Per la “gioia” degli automobilisti, che già fanno slalom da un lato all’altro della strada, non manca della brecciolina a terra, che si espande per tutto il tratto della discesa, tra l’altro, sprovvista di marciapiedi. (Valeria Boccara)


