A Roccapiemonte si sono tenuti i funerali di Francesco Puopolo, il 16enne morto ieri dopo aver perso il controllo della sua bicicletta
di Christian Geniale
Tanto dolore, lacrime e commozione a Roccapiemonte per i funerali di Francesco Puopolo, il giovane morto tragicamente a seguito di un incidente in sella alla sua bicicletta. Tutta la città si è fermata, stringendosi attorno ai genitori, Gerardo e Giovanna Bevilacqua e alla sorellina Anna. Durante l’omelia della celebrazione funebre, il parroco don Giuseppe Ferraioli ha voluto ricordare la genuinità e la semplicità di un giovane che sta va per affacciarsi alla vita.
“Ho conosciuto Francesco dai tempi dell’asilo – ha detto il religioso – un ragazzo pieno di vita, circondato da amore e gioia. Era ed è un ragazzo che amava volersi far bene e tutti gliene volevano, un giovane germoglio, uno dei fiori più belli che è stato reciso all’improvviso. In questo momento di dolore non dobbiamo perderci nel vuoto della tempesta – riprendendo un passo del vangelo di Matteo – ma dobbiamo essere come i discepoli e confidare nel Signore”.

Accanto alla bara bianca, posta dinanzi all’altare della chiesa di San Giovanni Battista, c’erano i compagni di classe della 3C del liceo Rescigno, gli amici di sempre e i compagni di sport con indosso una maglietta bianca con impressa una foto del giovane con scritto “Francesco vive”. Fuori alla chiesa hanno poi lasciato far volare dei palloncini bianco e azzurri, un messaggio di affetto che hanno voluto far arrivare al loro amico sino in paradiso. “Un dolore che si fa fatica a vivere – hanno scritto i suoi amici all’interno della lettera letta durante le esequie – difficile oggi da sopportare. Oggi è un giorno di silenzio e sofferenza, sei stato strappato alla vita troppo in fretta, nel fiore della giovinezza. Sei stato amato da tutti per la tua semplicità. Oggi tutti i tuoi amici sono qui a testimonianza del tuo amore puro e autentico. La nostra vita è cambiata e insieme a te è volata in cielo una parte di noi”.
“Al termine di ogni lezione – ha invece ricordato Salvatore Manzo, professore di religione al liceo Rescigno – eri solito ringraziare per quanto appreso, ora siamo noi a ringraziare te dell’entusiasmo che avevi della vita. Grazie per averci reso partecipe del tuo cammino, della tua semplicità. Resta e resterai sempre accanto a noi, da buon compagno, nel nostro viaggio”.

Non è riuscito a trattenere le lacrime e la commozione il sindaco di Roccapiemonte, Carmine Pagano, “oggi vola in cielo un pezzo di Rocca. Parlo da sindaco e da padre, nessuna parola potrà essere di totale conforto, oggi è il giorno del silenzio. Nessuno mai avrebbe voluto una simile tragedia e ancora oggi stento a crederci. Vedo tanti giovani con una maglietta bianca con impressa la tua foto con scritto “Francesco vive” ed è proprio così, perché vivrai sempre nei nostri ricordi”.
All’esterno della chiesa c’erano anche i tifosi della Rocchese, di cui Francesco era tifosissimo. Sulla bara hanno posto anche la sciarpa e la maglia blaugrana. Dopo il ricordo da parte degli ultrà, nella piazza antistante la chiesa, un silenzio surreale che ha accompagnato il feretro del giovane per il suo ultimo viaggio.

