La Giunta comunale di Nocera Inferiore ha approvato la candidatura per ottenere fondi dalla Regione per abbattere le barriere architettoniche
Addio agli ostacoli in città che mettono a dura prova le persone con disabilità grazie all’attuazione del Peba, il Piano di Intervento per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche. La Giunta comunale di Nocera Inferiore ha approvato la candidatura all’Avviso Pubblico della Regione Campania per l’ottenimento di contributi per abbattere ed eliminare tutte quelle infrastrutture che limitano la mobilità. “Il piano – come ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Gianluca Perna – parte da un’analisi del territorio comunale e dall’individuazione delle barriere architettoniche presenti con una definizione delle modalità di abbattimento delle stesse”.
“I dati raccolti – ha aggiunto l’assessore – saranno condivisi con i portatori di interesse della città e successivamente sarà redatto il piano, aprendo uno spazio per la ricezione delle osservazioni, previa adozione del documento finale”. “La redazione del Peba – ha dichiarato il sindaco Paolo De Maio – s’inserisce nel processo di pianificazione di Nocera Inferiore in atto, a seguito della pubblicazione del Preliminare del secondo Piano Operativo e degli incontri aperti con la città per la sua presentazione. Si tratta di uno strumento strategico che deve guidare le politiche di trasformazione urbanistica locale”.
“La realizzazione di interventi per l’abbattimento e l’eliminazione delle barriere architettoniche – ha sottolineato il consigliere e presidente della commissione Lavori pubblici Luciano Passero – risponde all’esigenza di raggiungere importanti obiettivi, ovvero migliorare le condizioni complessive del territorio comunale, urbano e periurbano”.
“Un passo di civiltà verso i soggetti fragili”
E’ in sintesi il pensiero espresso dal consigliere di minoranza Tonia Lanzetta. “Da anni – ha detto l’esponente del gruppo consiliare Noi con Nocera Attiva – sostengo la necessità di fornire la città di un piano di eliminazione delle barriere architettoniche, attraverso un’opera complessiva e mirata verso nuovi canoni culturali, non solo legati alla mobilità ma all’integrazione di soggetti fragili. Fino a oggi abbiamo assistito a interventi a macchia di leopardo privi di una visione complessiva, e penso all’ascensore installato presso la biblioteca funzionante a giorni alterni o dei soldi persi per l’acquisto delle navette elettriche, ovvero alla progettazione e realizzazione delle opere pubbliche prive di accessibilità per i soggetti fragili”.
“È sicuramente un passo avanti notevole verso una città inclusiva – ha aggiunto Lanzetta – la volontà espressa dall’amministrazione comunale di realizzazione un piano complessivo, partendo da una città, che presenta notevoli e diversi problemi, quali marciapiedi senza rampe di accesso, ostacoli che bloccano il passaggio, arredo urbano posizionato senza considerare percorsi per soggetti fragili e categorie deboli o più esposte come gli anziani ma anche le #mamme con le carrozzine e i passeggini”.


