Ieri incontro tra le strutture accreditate per la riabilitazione e l’azienda sanitaria. “Garantire il diritto alla cura”
E’ stato un incontro interlocutorio quello che si è tenuto ieri mattina a Salerno tra i responsabili dell’assistenza riabilitativa dell’Asl Salerno e i centri accreditati convenzionati per la riabilitazione. Il tavolo tecnico era stato indetto dopo la protesta di decine di genitori di bambini e ragazzi disabili a cui erano state sospese le terapie per il raggiungimento dei tetti di spesa.
L’Asl era rappresentata dalla Grazia Gentile, responsabile dell’assistenza riabilitativa e protesica, e da Marcella Magurno, responsabile struttura assistenza accreditata. Alle richieste formulate dalla controparte le due dirigenti hanno chiesto di poter verificare a livello aziendale e regionale eventuali risposte.
La prima richiesta, ritenuta fondamentale dai centri di riabilitazione, è che sia immediatamente sbloccato il fermo alle terapie e che non ci siano altri stop. “Ciò – spiegano – in quanto una cosa sono le questioni amministrative e un’altra il diritto alla cura, tanto più per minori per i quali bloccare le terapie significa metter in pericolo la loro salute”.
E’ ritenuto fondamentale eliminare la sperequazione tra fondi regionali e provinciali. “E’ necessario – è stato detto in riunione – che Salerno abbia i fondi che le spettano rispetto al fabbisogno provinciale, ovvero 5.094.050,85 di euro. Il criterio del fabbisogno provinciale, adottato per le terapie residenziali e semiresidenziali, deve quindi essere adottato anche per le terapie ambulatoriali e domiciliari”.
Le altre richieste riguardano la garanzia che tutti i centri siano trattati allo stesso modo e che quindi non ci siano sperequazioni tra chi si vede il ciclo terapeutico bloccato e chi no;rendere pubblici e trasparenti, per Distretto e per singolo centro, i dati sia sulle liste di attesa sia sulle terapie bloccate.
“Dietro tutto questo – si legge in una nota dei centri di riabilitazione convenzionati – c’è la protesta di decine di famiglie disperate e soprattutto la necessità per pazienti anche gravissimi di essere curati. Ora non lo sono perché a Salerno i fondi procapite per la riabilitazione non sono di 37,78 euro come nella media regionale, ma di soli 33,19 euro.
Una differenza enorme. Per questo, come è stato detto anche nella protesta della piazza, non chiediamo soldi ma giustizia, chiediamo di non essere figli di un Dio minore”. Ora si attende la risposta dell’Asl Salerno

