Vivere la Costiera Amalfitana per 12 mesi, la proposta “invernale” dello chef Gustavo Milione del Gala Maris di Praiano
di Andrea Bignardi
Far vivere Marina di Praia anche durante la stagione invernale, quando esprime al massimo il suo fascino recondito, attraverso la cucina. Con questo spirito, come un artista che medita e miscela i colori su di una tavolozza, così Gustavo Milione, chef del Gala Maris, ha deciso di non fermarsi e di continuare a lavorare nella sua cucina, che volge il suo sguardo uno degli anfratti più affascinanti e nascosti della Divina, anche d’inverno. Un luogo in cui assaporare il gusto della vita slow, e dare senso al tempo alla sera, dopo aver ammirato un tramonto mozzafiato.
Il ristorante resterà aperto, a partire da giovedì 21 novembre. La formula invernale del Gala Maris sarà incentrata sui menù degustazione, per vivere in modo pieno un’esperienza all’insegna del buon gusto, in simbiosi con la pace dell’anima e dei sensi.
Tre i menù in carta, con sette portate per ciascuno: di mare, di terra e vegetariano, venendo incontro alle tre anime della cucina costierana che proprio qui si esprimono al meglio. Senza voler azzardare troppi spoiler, lo chef del ristorante che si trova nel suggestivo borgo rivierasco, offre qualche anticipazione di una sperimentazione, quella dell’apertura invernale, che si inserisce nell’ottica della destagionalizzazione.



“Dobbiamo – ha detto Milione – imparare a vivere il territorio non soltanto per sei o sette mesi, ma durante l’intero arco dell’anno. Tanti turisti, anche stranieri, stanno comprendendo, soprattutto negli ultimi tempi, quanto la Costiera abbia la capacità e la possibilità di offrire paesaggi mozzafiato, albe e tramonti meravigliosi ed appaganti in ogni singolo giorno. I percorsi saranno in continua evoluzione, all’insegna del fine dining e della tecnica, ma senza mai perdere la rotta data dalla bussola che ci guida. Quella del territorio e della meravigliosa materia prima che ci offre non solo stagionalmente ma anche giornalmente”. Una miriade di sfumature differenti tutte da scoprire, e racchiuse in una cucina sospesa tra Napoli e l’Oriente.


