Ha riaperto la casa per anziani Domus 2.0 di Roccapiemonte, due anni fa l’attività fu sospesa per l’esondazione del Solofrana
Dal fango alla rinascita. Dal terrore di essere inghiottiti dalle acque del torrente Solofrana alla gioia di rivedere quella che per molti è una casa dove vivere con serenità. È la storia a lieto fine della casa di riposo per anziani Domus Maria di via Caracciolo, alla frazione San Potito di Roccapiemonte, oggi denominata, anche a significare il ritorno alla normalità guardando con ottimismo al futuro, Domus 2.0. Era il 4 novembre del 2022 quando il Solofrana ruppe gli argini nei pressi di via della Fratellanza. I soccorritori evacuarono gli ospiti della struttura che trovarono riparo ai piani superiori mentre l’acqua invadeva la zona delle cucine e gli altri locali al piano terra.
Oggi, a distanza di due anni e i necessari lavori di riqualificazione, la Domus ha riaperto le sue porte agli ospiti. Il 27 dicembre scorso è stata organizzata una festa a sugellare il ritorno alla normalità. “Il futuro inizia ora” è la frase simbolo della riapertura. “Siamo entusiasti di poter finalmente aprire le porte e condividere con voi un luogo dedicato al benessere e al sorriso dei nostro ospiti”, si legge nell’invito. All’evento non poteva mancare il sindaco di Roccapiemonte, Carmine Pagano. Anche il sindaco di Nocera Inferiore, Paolo De Maio, ha voluto essere presente con un saluto ai gestori della struttura, al personale ed agli ospiti della casa di riposo. La festa è stata accompagnata dalla rappresentazione teatrale “Nu’ bambiniello e tre san Giuseppe” messa in scena dalla compagnia “Artisti per caso” e liberamente adattata da Ernestina Montefusco.
La storia
La Casa di Risveglio Domus 2.0 è un complesso edilizio di origine settecentesca. Fu eretto nel 1700 dalla nobile famiglia Romaldo che a Roccapiemonte ha svolto un ruolo significativo nella vita economica e sociale della comunità. Nel 1894 il palazzo, con al suo interno una bellissima cappella, un chiostro ed un verdeggiante giardino e rigoglioso orto, fu acquistato da Emilia Addatis, madre Consiglia dello Spirito Santo, napoletana e fondatrice delle Suore Serve di Maria Addolorata che qui trovarono casa. Il complesso edilizio si aprì ad una nuova funzione, divenne centro di accoglienza e formazione e sede principale delle orfanelle, per poi essere una scuola materna. Per oltre un secolo, il convento rappresentò un punto focale per la comunità, offrendo supporto a famiglie in difficoltà e contribuendo al benessere sociale della zona. La successiva crisi delle vocazioni religiose modificò, ancora una volta, il futuro del complesso edilizio che fu acquistato dalla famiglia Napoletano che la trasformò in casa per anziani. Poi l’alluvione del 2022 fino al “futuro che inizia ora” con la nuova gestione che ha ridato lustro ai locali.
La rinascita
La Casa di Risveglio Domus 2.0 si sviluppa su tre piani. Al piano terra si trovano la portineria, l’ampia sala da pranzo con annessa cucina, un ambiente di soggiorno con divani e arredi multifunzionali e la lavanderia. Ai piani superiori si articolano le camere, singole e doppie, degli ospiti, ciascuna a tema floreale e tutte dotate di televisore e di un sistema di chiamate di emergenza con accesso riservato e diretto a servizi igienici privati ed attrezzati per disabili, completi di lavandino, doccia e WC. L’ampio cortile ed il giardino connotano splendidamente gli spazi esterni, fornendo la possibilità, in un orizzonte arioso e salubre, di ospitare eventi ricreativi e culturali.



Ampio il ventaglio dei servizi offerti, dall’assistenza sanitaria a quelli alla persona. Il servizio ristorazione è affidato ad una cucina interna con personale specializzato. Gli ospiti sono coinvolti in attività ricreative e sociali. Non manca un supporto psicologico. Previsto un servizio per aiutare gli ospiti e le famiglie nel gestire al meglio le pratiche amministrative e burocratiche. “La vecchiaia non è così male se considerate le alternative”. E Domus 2.0 è una di queste.


