Il presidente De Luca ha liquidato la proposta “non ci sono le condizioni” ma Lopopolo chiede un tavolo di confronto anche con gli enti locali
La proposta di riprendere il progetto per promuovere gli ospedali dell’area nord della provincia di Salerno dotandoli di un Dipartimento emergenza e accettazione di secondo livello ha avuto vita breve. Il diniego del presidente della Regione Campania a ipotizzarlo, ha bloccato ogni possibile discussione dando, però, la stura a polemiche politiche. “I sindacati – ha detto Vincenzo De Luca – hanno tempo da perdere. L’abbiamo ripetuto un centinaio di volte che non ci sono le condizioni ragionevoli per costituire un Dea di secondo livello. Non riusciamo a fare i turni nemmeno nel pronto soccorso, figuriamoci se possiamo ipotizzare un argomento su cui c’eravamo già espressi”.
Ma Carlo Lopopolo, segretario provinciale della Fials insiste. “Chiediamo con forza – ha detto – l’apertura immediata di un tavolo di confronto con la Regione, i rappresentanti istituzionali locali e le organizzazioni sindacali, per definire un percorso chiaro e trasparente che porti finalmente all’adeguamento del presidio Umberto I a Dea di II livello. La salute non può più aspettare.”
L’dea di creare una maggiore sinergia tra l’Umberto I di Nocera Inferiore, l’Andrea Tortora di Pagani, il Mauro Scarlato di Scafati e il Martiri di Villa Malta di Sarno identificandoli in un Dea di secondo livello era emersa nei giorni scorsi durante un convegno sulla sanità organizzato a Nocera dalla Fials provinciale. Dal palco era stato il consigliere comunale nocerino di Italia Viva ed esponente della maggioranza del sindaco Paolo De Maio, Rocco Vecchione, ad avanzare la proposta, fatta propria anche dal segretario provinciale Lopopolo.
I nodi
Già in passato il riconoscimento che porterebbe maggiori fondi e più specialistiche mediche e, quindi, fondi, era stato abortito dallo stesso De Luca. “Non c’è il bacino di utenza – disse all’epoca il governatore – ci vorrebbe una popolazione tra le 600 mila e un milione di abitanti, numeri che non ci sono”. Secondo quanto prevede la normativa i presidi ospedalieri dotati di Dea di secondo livello sono riferibili alle aziende ospedaliere, aziende ospedaliere universitarie, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e a ospedali di grandi dimensioni. Ed è proprio su questo punto che si ribatte alle posizioni del governatore in quanto l’ospedale di Nocera è il più grande dell’Asl Salerno. Così come la questione del bacino di utenza potrebbe essere superata integrando nel Dea l’ospedale di Sarno.
C’è poi la polemica politica. Ad inasprirla ci ha pensato il segretario cittadino di Azione, Salvatore Capodanno anche lui presente al convegno della Fials. “Dispiace – ha detto Capodanno – che il Governatore abbia smentito le parole del consigliere comunale di maggioranza di Italia Viva, Rocco Vecchione, riguardo al Dea di secondo livello. Ci addolora vedere come i seguaci politici locali del governatore arrivino a smentire persino un collega della loro stessa maggioranza, pur di non sostenere una battaglia che è, prima di tutto, per la salute dei cittadini. Volevamo aprire un dibattito pubblico serio, costruttivo, per avviare un percorso di risanamento sanitario a beneficio di Nocera e di tutto l’Agro nocerino sarnese”.


