Al Teatro Diana studenti e istituzioni hanno ricordato Giovanni Amendola nel centenario della morte del grande antifascista
A cento anni dalla morte di Giovanni Amendola, la città di Nocera Inferiore ha dedicato una mattinata di riflessione, memoria e partecipazione civile a una delle figure più alte del liberalismo democratico italiano del Novecento. L’iniziativa è andata in scena ieri giovedì 7 maggio al Teatro Diana.
Il titolo dell’evento “Giovanni Amendola – il coraggio delle idee”, promossa con il coinvolgimento delle scuole nocerine, dell’Associazione italiana maestri cattolici, dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia e del Comune di Nocera Inferiore.



L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, dirigenti scolastici, studenti e associazioni del territorio, in un percorso che ha unito approfondimento storico e linguaggi teatrali. Ad introdurre i lavori sono stati Lucia Amendola, presidente Aimc Nocera Inferiore, e Lino Picca, presidente Anpi Nocera-Pagani. Momento centrale della manifestazione è stata la performance teatrale “La follia di un’epoca”, curata dalla Compagnia teatrale Aimc insieme agli istituti scolastici nocerini “Cuomo-Milone”, “A. Galizia”, “G. Marconi”, “D. Rea”, “N. Sensale” e “G.B. Vico”. Al termine toccante la testimonianza di Giovanni Amendola, nipote dello statista.
Chi era Giovanni Amendola
Nato a Napoli nel 1882, il papà era originario di Sarno, Giovanni Amendola fu filosofo, giornalista, deputato e tra i più lucidi oppositori del fascismo nascente. Dopo gli studi universitari maturò una forte sensibilità democratica e liberale, avvicinandosi al giornalismo politico e all’impegno parlamentare.
Deputato del Regno d’Italia, fu ministro nelle istituzioni liberali del primo dopoguerra e sostenitore di una visione dello Stato fondata sulle libertà costituzionali, sul pluralismo e sul rispetto delle istituzioni democratiche. Quando il fascismo iniziò la sua ascesa, Amendola comprese con largo anticipo la natura autoritaria e violenta del movimento guidato da Benito Mussolini.

Celebre rimase la sua definizione del fascismo come “sistema totalitario”, una delle prime utilizzate nel dibattito politico europeo. Dopo il delitto di Giacomo Matteotti, Amendola divenne uno dei principali animatori dell’opposizione parlamentare e dell’Aventino, denunciando apertamente intimidazioni, violenze e repressioni. Per la sua attività politica e giornalistica fu più volte aggredito dagli squadristi fascisti. La più grave aggressione avvenne nel 1925 a Montecatini: le ferite riportate compromisero irreversibilmente la sua salute. Costretto a lasciare l’Italia per curarsi, morì l’anno successivo a Cannes, il 7 aprile 1926.
La figura di Giovanni Amendola resta oggi simbolo di rigore morale, libertà di pensiero e difesa della democrazia. A distanza di un secolo, il suo esempio continua a parlare soprattutto alle giovani generazioni, chiamate a custodire i valori della partecipazione civile e del confronto democratico. L’iniziativa di Nocera Inferiore si propone proprio questo obiettivo: trasformare la memoria storica in occasione educativa, affinché il “coraggio delle idee” continui a essere patrimonio vivo della comunità.
Le foto sono di Mario Santini


