I sindaci di Nocera Inferiore e Nocera Superiore sempre più preoccupati di quanto sta accadendo nell’ospedale Umberto I. Il reparto di Chirurgia focolaio di infezioni
“Non è da escludere la chiusura dell’ospedale Umberto I”. Lo ha detto il sindaco di Nocera Inferiore Manlio Torquato che ne ha parlato anche con il sindaco di Nocera Superiore, Giovanni Maria Cuofano. Il motivo di questa drastica ipotesi arriva dopo aver appreso del contagio di un altro medico e un infermiere del reparto di Chirurgia che ora sono ricoverati al Covid Hospital di Scafati.
Questa mattina Torquato ha inviato una nuova lettera al direttore generale dell’Asl Salerno, Mario Iervolino, nella quale ha chiesto interventi immediati per circoscrivere l’infezione che è partita dal reparto di Chirurgia. Cuofano, invece, ha ribadito la necessità che vengano individuati vicino all’ospedale alloggi per gli operatori sanitari ed ha immaginato la caserma Libroia come struttura da poter utilizzare.
Pronto soccorso e Ginecologia

Situazione ben diversa al Pronto soccorso a sentire le dichiarazioni del primario, la dottoressa Giovanna Esposito. “Stiamo continuando a monitorare gli operatori in servizio nel reparto – ha detto – un’attività che viene svolta dalla dottoressa Adele Lambiase e dall’infermiere professionale Alfonso Persico. Oggi abbiamo eseguito 30 tamponi per la sicurezza degli operatori e dell’ospedale tutto”.
“Si tratta – ha continuato la dottoressa Esposito – del secondo tampone a cui vengono sottoposti, oltre al prelievo per le immunoglobuline. Gli operatori lavorano in sicurezza con dispositivi di protezione adeguati forniti dalla direzione sanitaria, dalla protezione civile dalle associazioni di volontariato e, alcune volte, anche da singoli cittadini. “Questa attività si inserisce nella più vasta organizzazione aziendale di monitoraggio e controllo degli operatori”.
Rassicurazioni arrivano anche dal reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell’Umberto I. “Le nostre pazienti – ha detto il dottore Andrea Lupi – arrivano in reparto per un primo contatto anche 15 giorni prima, c’è un primo filtro di osservazione, quindi c’è un’alta percentuale di sicurezza. Il problema è quando arrivano casi urgenti e non c’è il tempo di effettuare determinati controlli. E’ necessario, però, che i sanitari siano vestiti con divise di protezione che, purtroppo non abbiamo. Il problema dell’urgenza riveste tutte le altre specialistiche che hanno questo tipo di attività.

