I direttori generali delle Asl avrebbero violato le norme sulla trasparenza. Alla base della vicenda il dumping contrattuale
Intervenire sui Direttori generali delle Asl. Lo chiede il presidente della commissione trasparenza della Regione Campania Nunzio Carpentieri. A eccezione delle Aziende sanitarie di Salerno, Avellino e Caserta, i direttori avrebbero violato le norme sulla trasparenza. Tutto nasce dalla questione del “dumping contrattuale” nella riabilitazione. Il presidente della commissione Carpentieri ha scritto al governatore Vincenzo De Luca e al vice presidente della Giunta Fulvio Bonavitacola chiedendo di intervenire. Una cosa del genere non era mai accaduta. Cosa è successo? Lo spiega lo stesso Carpentieri nella sua lettera.
Dietro alla vicenda c’è il triste fenomeno del dumping contrattuale nella riabilitazione, ovvero di quei contratti che permettono ai centri di riabilitazione accreditati con il servizio sanitario pubblico, di pagare i lavoratori molto meno rispetto allo standard, pur intascando dalla regione le stesse tariffe. Per capire questo fenomeno, mesi fa un centro di riabilitazione si rivolse alla Regione chiedendo, ai sensi della legge sulla trasparenza, quali siano i contratti applicati dai vari centri. Il direttore Postiglione risponde dichiarando “spirito di collaborazione e trasparenza” e invita il centro a rivolgersi all’Asl. Cosa che viene fatta. Ma le Asl non rispondono, nonostante la legge lo imponga. A questo punto interviene il presidente della Commissione trasparenza Carpentieri che impone alle Asl di fornire i dati entro dieci giorni. Non ricevendo alcuna risposta, Carpentieri riscrive alle aziende sanitarie e dopo dieci giorni ancora nessuna risposta. Ed ecco che parte la lettera indirizzata a De Luca e Bonavitacola, dove chiede ufficialmente di intervenire presso i direttori perché il loro mancato riscontro, scrive, “oltre a ignorare le parole del direttore generale Postiglione e a violare le norme nazionali e regionali, ha testimoniato una mancanza di attenzione e rispetto riguardo ai doveri e ai valori che devono essere parte essenziale dell’operato di una Asl e del rapporto tra l’Asl e la Regione”.

Carpentieri ha poi aggiunto “devo riscontrare con stupore la mancata cognizione, incomprensibile da parte di dirigenti pubblici, dell’importanza fondamentale del valore della trasparenza”. C’è di più. “Devo riscontrare con altrettanto stupore – si legge sempre nella lettera ai vertici regionali – la mancata comprensione dell’oggetto della richiesta. Nelle prossime settimane la Regione dovrà decidere in merito alle tariffe sulla riabilitazione e in questo ambito non si può non comprendere l’importanza di una corretta, oltre che doverosa, informazione sui contratti applicati. Tanto più in un contesto caratterizzato da una pletora di contratti (ben dieci) con differenze di costi per il personale fino a quasi il 50%”. Insomma, quasi tutte le Asl avrebbero dimostrato in questa vicenda non solo di preferire l’opacità alla trasparenza, di violare le norme, di ignorare le indicazioni del direttore Postiglione e della commissione regionale, ma anche di non aver capito nulla su un tema, quello del dumping contrattuale nella riabilitazione, che le riguarda direttamente e incide sulla vita – solo in Campania – di 10 mila lavoratori oltre che sulla qualità di servizi essenziali per la salute dei cittadini.
Perché? Lo chiediamo allo stesso Carpentieri. “Vorrei saperlo anche io – ha risposto – perché ci troviamo a fatti non solo gravi ma incomprensibili. Innanzitutto il rispetto delle norme per le Asl non è facoltativo, come non lo è per nessun cittadino. E poi, visto che la legge sulla trasparenza è del 1990, mi chiedo come sia possibile che dopo trent’anni ancora non se ne siano assorbiti i principi fondamentali, che sono la base del rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini.” “Tanto più paradossale in questo caso – ha aggiunto – visto che è innanzitutto interesse del servizio sanitario regionale, e quindi delle stesse Asl, acquisire informazioni che consentano di affrontare lo scandalo del dumping contrattuale”. Ci sono resistenze culturali? “Evidentemente sì – è la risposta data – ma questo è un motivo in più per accelerare un cambio di mentalità che sarebbe dovuto avvenire già decenni fa. Va detto però che la situazione non è uguale dappertutto, c’è chi ha risposto, come la Asl Salerno, Avellino o Caserta, e devo darne atto. Però dovrebbe essere la regola e non l’eccezione. Come è la regola fermarsi quando il semaforo è rosso. Vale per ogni cittadino, ancor di più deve valere per gli organismi pubblici”.


