I carabinieri forestali e ambientali sulle tracce di chi inquina il fiume Sarno ed i suoi affluenti. I veleni dal polo conciario di Solofra e dalle fabbriche conserviere ma anche dalle fogne
Scarichi industriali di aziende conciarie e conserviere, acqua piovana proveniente dai piazzali esterni delle fabbriche dove sono stoccati rifiuti speciali o contaminati, scarichi delle reti fognarie sprovviste dei collettori diretti agli impianti di depurazione. Ecco qui inquina il fiume Sarno e i suoi affluenti secondo un dettagliato rapporto dei carabinieri del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari. L’attività si è svolta negli ultimi mesi ed ha interessato l’intera area del bacino idrografico.
Ma sono anche le modalità di sversamento delle acque contaminate a rendere tutto ancora più grave. Gli scarichi illegali avvengono durante il mal tempo, le aziende ne approfittano per evacuare i propri reflui industriali, conciari per quanto attiene al torrente Solofrana, da industrie conserviere per il Sarno. L’attività dei carabinieri si è svolta prima e dopo l’emergenza Covid. In particolare si è provveduto al censimento delle 247 principali attività produttive, suddivise per tipologia, presenti nei territori attraversati dal fiume Sarno e suoi affluenti, torrenti Solofrana e Cavaiola; il controllo dei principali impianti produttivi potenzialmente impattanti sullo stato delle acque.

Complessivamente nel corso dei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 i carabinieri nell’area del bacino del fiume Sarno (province di Napoli, Salerno e Avellino), hanno effettuato controlli sullo stato delle acque, con prelievi di 6 campioni in differenti punti del corso d’acqua, prima e dopo il lock down. Sono stati fatti 8 sopralluoghi per censire gli scarichi maggiormente impattanti sull’ambiente; controllato 87 attività produttive, sequestrando, mediante apposizione di tappo in cemento, 6 scarichi abusivi; verificato 26 scarichi di altrettanti impianti, sequestrandone 6. Quarantotto persone sono state denunciate all’Autorità giudiziaria e sono stata elevate 15 sanzioni amministrative per un importo di circa 40mila euro.
“Questi dati – precisano fonti dei carabinieri – non rappresentano elementi di valutazione definitiva, in quanto le attività di controllo sono tuttora in corso e continueranno nel prossimo futuro, sia d’iniziativa che su delega delle competenti procure di Avellino, Salerno, Torre Annunziata e Nocera, nonché in attuazione di quelli previsti e pianificati nell’ambito dell’Accordo di collaborazione operativo siglato il 16 ottobre 2019 dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale con l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale”.

