Studio della Federico II sulle falde contaminate nell’Agro nocerino sarnese “nessun rischio per l’acqua dei rubinetti. Sindaci in campo
Uno studio condotto dall’Università di Napoli Federico II ha riacceso l’attenzione sul possibile inquinamento delle falde acquifere in alcune aree della Campania, con particolare riferimento all’Agro nocerino sarnese. Secondo quanto riportato nei comunicati istituzionali, nelle zone di Angri, Sarno e Scafati sarebbero stati rilevati superamenti dei limiti di legge per sostanze potenzialmente cancerogene, in particolare tricloroetilene e tetracloroetilene, nelle acque sotterranee.
Le autorità locali e regionali hanno precisato un punto fondamentale: non si tratta dell’acqua destinata al consumo umano che arriva ai rubinetti delle abitazioni, ma di contaminazioni riscontrate nelle falde superficiali e in alcuni pozzi non controllati. La rete idrica pubblica, infatti, sarebbe sottoposta a monitoraggi continui e sistemi di captazione più profondi e protetti.
La diffusione dei dati ha però generato forte preoccupazione nel territorio. Il coordinatore della Conferenza dei Sindaci dell’Agro nocerino sarnese, Pietro Pentangelo, ha chiesto chiarimenti urgenti agli enti competenti, sollecitando informazioni sulle attività di monitoraggio, sulla qualità dell’acqua distribuita ai cittadini e sulle eventuali misure straordinarie adottate.
Sul fronte politico-amministrativo, il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, ha denunciato un quadro di scarsa comunicazione istituzionale, chiedendo trasparenza sui controlli effettuati e valutando la segnalazione alla procura della Repubblica. Più cauta ma altrettanto determinata la posizione del sindaco di Sarno, Francesco Squillante, che ha richiesto ulteriori verifiche alla Regione Campania e a Gori, invitando nel contempo a evitare allarmismi. La Gori ha già inviato una lettera di chiarimenti nella quale, nel sottolineare che la rete idrica è costantemente monitorata, ha assicurato la salubrità e la sicurezza dell’acqua destinata al consumo umano.
Anche il sindaco di Angri, Cosimo Ferraioli, ha avviato un’azione formale rivolgendosi all’autorità giudiziaria per accertare eventuali correlazioni tra contaminazione delle falde e incidenza sanitaria sul territorio. In attesa di riscontri definitivi dagli enti sanitari e ambientali, resta centrale la richiesta di trasparenza e monitoraggio costante su una vicenda che coinvolge ambiente, salute pubblica e sicurezza idrica.


