Cultura

Artenauta, al teatro Diana omaggio a Dario Fo

Sesto spettacolo della rassegna “L’Essere & L’Umano” firmata Artenauta Teatro. Venerdì sera in scena “Giullari” in omaggio a Dario Fo

Venerdì 15 maggio ore 20.45 al Teatro Comunale Diana di Nocera Inferiore, va in scena Giullari, l’omaggio a Dario Fo all’interno della rassegna “L’Essere E L’Umano” edizione 2026, firmata da Artenauta Teatro (ideata dalla direttrice artistica e regista Simona Tortora, con l’organizzazione di Giuseppe Citarella e il patrocinio del Comune di Nocera Inferiore). L’opera (liberamente ispirata a Mistero Buffo) vedrà protagonista la Compagnia Artenauta Teatro, per la regia di Antonello Ronga, l’aiuto regia di Simona Tortora, con le luci di Peppe Petti e le coreografie di Fortuna Capasso.

Mistero Buffo, il più noto degli spettacoli di Dario Fo, andò in scena più di cinquant’anni fa, all’Università di Milano. La cultura popolare vissuta sotterraneamente dai tempi del Medioevo superava il limite invalicabile dell’accademia e diventava protagonista assoluta. Un insieme di monologhi che descrivono episodi ad argomento biblico, ispirati ad alcuni brani dei vangeli apocrifi o a racconti popolari sulla vita di Gesù. Replicato migliaia di volte, è recitato in una lingua reinventata, detta grammelot.

Indimenticabili storie – il primo irriverente miracolo di Gesù bambino, la ribellione di Maria sotto la Croce, il Matto che dà voce a tutti i “fuori dal coro”, Bonifacio VIII che Dante mette nell’inferno – si collegano agli avvenimenti e ai fatti di cronaca dell’attualità. Nel 1977, la Rai manda in onda Mistero Buffo e l’opera riceve subito la condanna del Vaticano e una denuncia per vilipendio della religione. Il 9 ottobre 1997, Dario Fo riceve a Stoccolma il Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo dignità agli oppressi”.

«Qui comincia il nostro misterioso viaggio – spiega il regista Antonello Ronga – Il nostro Mistero Buffo, che affonda le radici in un Medioevo (che poi lontano da noi non è) e ne porta fuori dei significati profondi, ma raccontati da spensierati giullari. Giullari spesso vittime, diventano poi più forti dei potenti, con ironia ed ilarità. In questo mistero viene raccontata la vita di Cristo che non è un giullare, ma è circondato da oppressi, ultimi, vittime del potere, a cui è stata tolta ogni dignità. In questa storia, finalmente, l’oppresso non avrà la peggio. Il sacrificio della vittima per eccellenza, il Cristo, sarà esempio per tutti gli oppressi, di questo grande mistero che si chiama vita. L’augurio che ci facciamo è che tutti, così come ci insegnano i nostri giullari, tutti noi possiamo “schiacciare il padrone”».

Redazione

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