Quinto spettacolo della rassegna “L’Essere & L’Umano” firmata Artenauta Teatro. Domani sera in scena “Circe, una dea contemporanea”
Domani sera, ore 20.45, al Teatro Comunale Diana di Nocera Inferiore, in scena Circe, una dea contemporanea, il quinto spettacolo de “L’Essere E L’Umano” edizione 2026, rassegna firmata da Artenauta Teatro. Lo spettacolo è scritto, diretto, interpretato da Ilaria Drago, attrice e autrice di riferimento nazionale per il teatro di ricerca contemporaneo.
Francesca Bini è assistente alla regia, Stefano Scatozza ha composto le musiche originali, mentre Max Mugnai ha progettato il disegno luci. Organizzazione di Sara Papini. Una produzione Tecnologia Filosofica APS e Fondazione Armunia Castello Pasquini. «Sono felice di tornare a Nocera Inferiore, nella rassegna L’essere e L’umano – racconta Ilaria Drago – e di tornarci con una dea contemporanea, Circe, che cercherà insieme ai suoi ospiti di tessere attraverso le sue alchimie una nuova possibilità di stare nel mondo, lontani dai soprusi, dalle violenze, dai fili spinati, dalle bombe e dai muri».
Lo spettacolo

Circe accoglie i suoi ospiti invitandoli a fare un viaggio attraverso la radura della propria interiorità per giocare insieme a guardare i fondi delle bottiglie: maga sapiente della metamorfosi, mostra lo spaccato di una società che non fa che seminare odio, paura e violenza dimenticandosi di nutrire la bellezza e ciò che di prezioso invece risiede nell’essere umano. Attraverso continue mutazioni sceniche, con un linguaggio che spazia fra il grottesco e il poetico, la parodia, il canto, la danza sghemba e delicata, la vocalità vibrante di Dea dalla voce umana e terribile, Circe racconta di sé e mostra la necessità di togliere i veli delle illusioni per tracciare nuovi sguardi senza fili spinati e geografie di incontri differenti.
Circe non è quindi la maga cattiva del poema omerico che muta in porco ogni essere umano e che solo la spada di Ulisse può piegare, ma è un sapiente femminile, liberato da stereotipi e che risorge da ceneri di infinite narrazioni distorte. Un femminile che riesce a riunire tutte le donne senza più confini, cucendo un filo rosso tra echi della Sardegna, i gesti delle donne iraniane, le madri di Plaza De Mayo, le bambine in fondo al mare.


