Due romanzi dove il lettore potrà cogliere le esperienze di chi è “ospite” in struttura psichiatrica e di chi è guarito, ma dal mondo è considerato “malato”
Due storie che lette nell’insieme tendono a legarsi, in una sorta di continuo. E’ quello che il professore Stefano Redaelli ha voluto trasmettere con i suoi ultimi due romanzi “Beati gli inquieti” e “Ombra mai più” editi da Francesco Coscioni della Neo Edizioni e presentati ieri sera all’interno dell’aula consiliare del Comune di Nocera Inferiore. L’autore ha voluto mettere al centro due aspetti fondamentali, due diverse esperienze. Da un lato il modo di vivere e le esperienze di coloro, “gli ospiti”, che si trovano ricoverati all’interno di una struttura psichiatrica, dall’altro l’esperienza di vita di colui che ha condotto con successo un percorso riabilitativo e che uscendo dalla struttura si trova dinanzi il mondo esterno.
Con “Beati gli inquieti” Redaelli ha dato voce a chi voce non ha, mentre con “Ombra mai più” racconta la fuoriuscita dalla struttura psico riabilitativa, l’incontro con una società non ancora pronta ad accogliere chi viene considerato “malato”. “Ho cercato – ha spiegato lo scrittore – di spiegare la vicenda in due tempi, un periodo fatto di cure all’interno di una struttura, dove il narratore raccoglie diverse testimonianze di coloro che sono alle prese con i trattamenti clinici, e un periodo post cura che coincide col rientro nella società. Ho voluto focalizzare – ha aggiunto Redaelli – l’attenzione su la parabola malattia, cura e guarigione, dove il rientro nel mondo dei sani si rivela, nelle sue dinamiche, molto più folle del mondo dei “folli”.


