Domani a Nocera il corteo del Primo Maggio, il tema è il lavoro sicuro, Potere al Popolo denuncia il silenzio sulla morte del giovane Yassine
Si chiamava Yassine Bousenna e aveva solo 17 anni. E, probabilmente, è morto a causa delle gravi ferite riportate in un incidente di cui è rimasto vittima mentre lavorava in un’azienda di smaltimento dei rifiuti a Nocera Inferiore. Yassine, ancora in vita, è stato abbandonato all’ospedale Umberto I senza documenti ed è stato riconosciuto soltanto grazie al rilievo delle sue impronte digitali.
E idealmente proprio a Yassine (e con lui alle tante vittime del lavoro nella nostra provincia) è dedicata la manifestazione, organizzata da Cgil, Cisl e Uil, del Primo maggio nel Salernitano, che anche quest’anno, come da tradizione, si terrà, per una di quelle imponderabili coincidenze, proprio a Nocera Inferiore, dove qualche giorno fa si è consumata l’ennesima tragedia sul lavoro. Una giornata il cui slogan racchiude in sé l’essenza e il sacrificio di Yassine: “Uniti per un lavoro sicuro” per sottolineare l’importanza di tutelare il lavoro in tutte le sue forme, garantendo sicurezza, diritti e dignità a chi ogni giorno contribuisce al progresso della società.
La denuncia
Yassine è stato ricordato anche questa mattina in piazza Diaz da dove poi domani partirà il corteo dei sindacati. Durante il presidio gli attivisti di Potere al Popolo dell’Agro nocerino hanno presentato un documento di denuncia per sottolineare come la morte del 17enne “è passata quasi in sordina, nel silenzio assordante di una classe politica che a partire dal sindaco De Maio ha dimostrato di essere completamente indifferente alla morte di un ragazzo e più in generale alle condizioni materiali di sfruttamento e rischio di vita che gran parte delle persone vivono sui posti di lavoro, anche a Nocera Inferiore”. Ed hanno chiesto l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro.


