Avrebbero chiesto soldi ad imprenditori per evitare il fallimento delle loro aziende, i tre professionisti sono ai domiciliari
“Pagare moneta, vedere cammello”. Questa frase se l’è sentita dire un imprenditore alle prese con le difficoltà della propria azienda avviluppata nelle spire del fallimento. A pronunciarla sarebbe stato il curatore fallimentare, Giovanni Faggiano che agiva anche per conto di un suo collega commercialista, Giovanni D’Antonio e dell’avvocato Fabio Sorrento per mitigare a suo favore la relazione che i tre professionisti dovevano presentare doveva redigere. La cifra richiesta, per vedere il cammello, è aumentata con il tempo, prima 30 mila euro, poi 100 mila. Alla fine l’imprenditore, invece di “pagare moneta”, ha preferito presentare una denuncia.
I tre professionisti questa mattina sono stati arrestati dalla Guarda di Finanza. Per loro il giudice per le indagini preliminare del tribunale di Nocera ha disposto gli arresti domiciliari accogliendo le richieste della procura della Repubblica guidata dal procuratore Antonio Centore. Il reato contestato è tentata concussione.

Nel fascicolo c’è anche un’altra denuncia, risale al 2018, di un imprenditore conserviero che ha raccontato di aver ricevuto da una terza persona, per conto della curatela fallimentare, la richiesta di “una considerevole somma di denaro al fine di non ostacolare, attraverso la presentazione di ricorsi, la positiva conclusione di una contestuale procedura esecutiva parallela a quella in corso in ambito fallimentare“.
L’indagine è stata lunga e meticolosa, riferiscono fonti giudiziarie, “trovando significativi riscontri probatori negli ulteriori accertamenti” effettuati dalla Guardia di Finanza. Nel provvedimento del gip si sottolinea “la sussistenza di un consistente quadro indiziario a carico “dei tre professionisti. Ed ancora “le misure cautelari oggi eseguite anche alla luce della spregiudicatezza mostrata dai tre nell’asservire ai propri interessi il delicato compito rappresentato dallo svolgimento, da parte di uno di essi, delle funzioni di curatore fallimentare, attraverso la richiesta di dazioni di denaro accompagnata dall’esplicita prospettazione, in caso di diniego, di conseguenza gravemente pregiudizievoli”.
Sono emerse simili responsabilità a carico di altri professionisti, tra cui un commercialista salernitano, nei riguardi dei quali il giudice, al momento, non ha disposto alcuna misura cautelare in attesa di accertamenti ancora in corso.

