Fatti

Nocera, Rebecca e la zia fuori dall’incubo

Fuori dall’incubo, negativo il terzo tampone. Morirono i nonni. La mamma di Rebecca, operatrice sanitaria a Bergamo, anche lei infettata, scrive a Conte

Una nuova guarigione da Covid-19 a Nocera Inferiore. E’ risultato negativo il terzo tampone a cui è stata sottoposta la figlia di Italo Califano, 82 anni e Anna Autoriello, di anni 76, entrambi deceduti per Covid – 19. Negativo anche il terzo tampone effettuato alla nipote Rebecca Palladino, 20 anni. La ragazza ha vissuto questo lungo amaro periodo nella stessa casa della zia e dei nonni. Per l’intera famiglia l’incubo sembra finito.

Anche la mamma di Rebecca, Cinzia Califano, operatrice sanitaria in servizio in un ospedale della Val Brembana in provincia di Bergamo, si era ammalata il 29 marzo scorso di Covid-19. Anche lei oggi sta bene. La donna ha scritto una lettera al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte nella quale ha chiesto interventi “più tangibili nei confronti degli operatori sanitari”. La donna racconta la sua vicenda professionale che l’ha portata a contrarre il virus, scrive di aver saputo soltanto nei giorni scorsi che l’Inail le ha riconosciuto l’infortunio sul lavoro nonostante l’evidenza dei fatti.  

“Signor Presidente – si legge nella lettera – io ho vissuto e vivo il dramma nel dramma, perché prima di me i miei genitori, che vivevano al Meridione in casa assieme a mia sorella e a mia figlia, si sono ammalati e poi sono morti in ospedale a causa del coronavirus”.

“Ora le chiedo, signor Presidente, può una persona uscire indenne sia fisicamente che psicologicamente da tutto ciò? Glielo dico io: “Assolutamente no!”. Anche se i tamponi che farò risultassero negativi, ciò non toglie che il fisico e la mente saranno provati per molto tempo. Non è dato sapere se questo virus ci danneggia per sempre i polmoni o il cuore o Dio solo sa cosa. E le assicuro, signor Presidente, che i 100 euro che Lei così generosamente ci ha fatto trovare in busta paga questo mese non serviranno nemmeno per pagarmi una seduta dallo psicologo o una visita specialistica. Comunque la ringrazio e spero che lei faccia qualcosa di più tangibile per tutti gli operatori sanitari”.

Redazione

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