La Uil scrive al presidente De Luca per il “blocco delle terapie di riabilitazione al Distretto 60”. Centoventi pazienti in lista di attesa da mesi
La segreteria provinciale della Uil Poteri Locali, a causa del blocco delle terapie di riabilitazione del Distretto sanitario 60 di Nocera Inferiore, ha inviato una lettera al presidente della Campania, Vincenzo De Luca, per non “veder violato ai cittadini il diritto alla sanità, in rappresentanza di tutti i lavoratori del Centro di riabilitazione Villa dei Fiori e dei cittadini del distretto 60 di Nocera Inferiore”. La lettera, firmata sia dal segretario provinciale sanità Antonio Malangone, e dal segretario generale Donato Salvato, mostra un quadro di sofferenza da parte dei pazienti che non chiedono altro che “siano applicate le norme a tutela delle fasce sociali più deboli”. Infatti, dopo aver fatto l’iter procedurale, “120 pazienti sono in attesa del nulla osta amministrativo per ottenere cure riabilitative prescritte dal medico dell’Asl , che sono negate a causa di cavilli burocratici. Una situazione che va a scontrarsi con le decisioni regionali e in particolare con il decreto 83 e il programma ‘La Campania riparte’, ove si sostiene che “tutte le persone con disabilità e/o anziani non autosufficienti, essendo più vulnerabili, debbano prioritariamente essere tutelate”.
Nella lettera si legge: “Vorremmo utilizzare a nostro supporto un assioma legale secondo il quale ‘la legge non ammette ignoranza’, qui invece ci troviamo di fronte ad impasto grammaticale col quale si sostiene che ‘l’ignoranza non ammette la legge”. Un invito al Governatore a prendere in considerazione questa lettera nello stesso modo in cui si occupa di altri problemi durante questa emergenza sanitaria, non utilizzando certo motivazioni effimere come il superamento del tetto di spesa annuo. “A tal proposito, esimio Governatore, Le chiediamo di adoperarsi affinché queste decine e decine di persone e le loro famiglie possano uscire dallo stato di sofferenza e di angoscia in cui sono costretti a vivere”, concludono i due sindacalisti”. (Guenda Marciano)

