L’emergenza da Coronavirus ha segnato un solco che se seguito potrà rilanciare la sanità nell’Agro nocerino sarnese. Con nuove sinergie
L’emergenza Covid, nella sua drammaticità, ha segnato un solco per il futuro degli ospedali dell’Agro nocerino sarnese raggruppati nel Dea di primo livello di Nocera. Se questo solco sarà seguito e implementato, con l’indispensabile apporto della Regione Campania, potrà garantire una sanità di qualità, con nuove specialistiche e una rinnovata sinergia con la medicina territoriale e convenzionata che rappresenta un elemento indispensabile per garantire al cittadino un regolare accesso alle cure riducendo le liste di attesa, piaga purtroppo ancora presente nelle strutture sanitarie.

Nei giorni scorsi le voci di possibili chiusure di reparti, dopo la fase emergenziale, erano state alimentate anche dai numeri bassi del contagio. Anche il sindaco di Scafati Cristoforo Salvati si era detto preoccupato per il futuro dell’ospedale della città. Riaperto nel periodo dell’emergenza Covid, con il trasferimento da Nocera del reparto di Malattie infettive, vedrà nuove attività sul fronte della pneumologia con l’innesto di specialistiche legate anche alla diagnosi e alla cura dei tumori polmonari. “Il presidio di Scafati – ha precisato il direttore sanitario Maurizio D’Ambrosio – continuerà la sua attività non solo in ottica Covid ma sarà riferimento per la pneumologia e i tumori polmonari”.
La diagnosi e la cura delle malattie oncologiche diventano un nuovo fronte della sanità dell’Area nord della provincia di Salerno con l’ospedale Andrea Tortora di Pagani che ne sarà il perno. Ci vorrà del tempo per la radioterapia ma il gap è stato superato. Da alcuni giorni a Nocera Inferiore è in funzione un acceleratore lineare di ultimissima generazione per la cura dei tumori che integra ed amplia l’offerta terapeutica per i malati oncologici e che risponde ai fabbisogni di salute dei cittadini di un territorio martoriato dalle malattie tumorali e che ne era sprovvisto. Il centro di radioterapia è stato allestito dall’Istituto Polidiagnostico D’Agosto & Marino.

I trattamenti vengono eseguiti in convenzione e integrazione con il Servizio sanitario regionale e con l’Asl Salerno. Si tratta di un modello di “care giver” con il quale viene superata la vecchia distinzione tra pubblico e privato. Per Pagani D’Ambrosio punta anche all’apertura di un reparto dedicato alla terapia del dolore. “Sarà uno dei miei principali obiettivi finchè sarò qui”, ha detto il dirigente.
L’Umberto I di Nocera Inferiore prosegue verso l’ottimizzazione dei reparti che ne fanno un punto di riferimento nel panorama sanitario provinciale e regionale come la Neurochirurgia, la Terapia intensiva neonatale e Pediatria, Gastroenterologia, Rianimazione, Cardiologia, Chirurgia Vascolare e d’Urgenza, Emodinamica, Otorino, Oculistica, Ginecologia, Microbiologia e il rinnovato Pronto soccorso con l’Obi Covid. Ci sono, comunque, alcune criticità da risolvere come la carenza di organico tra il personale sanitario e amministrativo se si tiene conto che il Cup e l’Ufficio ticket sono chiusi da settimane perché non ci sono impiegati.
Resta in piedi il progetto di accorpare nella rete ospedaliera dell’Area nord l’ospedale di Sarno. Sarà creato un polo specialistico in Ortopedia. Se tutti i tasselli andranno al posto giusto, se la Regione Campania e l’Asl Salerno accompagneranno un progetto fattibile, se verranno messe da parte gelosie, ambizioni personali e inutili campanilismi, l’Agro nocerino sarnese potrà finalmente avere il suo policlinico.

