Segnalati numerosi messaggi via WhatsApp e SMS che sollecitano pagamenti per presunte irregolarità sui rifiuti. D’Acunzi “non rispondete, è una truffa”
Crescono le segnalazioni in tutto l’Agro nocerino sarnese le segnalazioni, da parte dei cittadini, riguardanti un nuovo tentativo di truffa digitale. Al centro del mirino c’è la TARI, la tassa sui rifiuti, utilizzata dai malviventi come esca per sottrarre dati sensibili e informazioni bancarie. Diverse le segnalazioni anche a Nocera Superiore, questa mattina alcuni cittadini hanno deciso di recarsi all’ufficio tributi per avere spiegazioni sul messaggio ricevuto che li invitava a “regolarizzare” le loro posizioni. Ma è tutto un raggiro.
Il meccanismo è quello classico del smishing (phishing tramite SMS): il messaggio, scritto con toni perentori per spingere la vittima ad agire d’impulso, contiene l’invito a contattare numeri telefonici specifici con l’obiettivo di ottenere dati. «Il messaggio non è stato inviato dal Comune né dagli uffici competenti – ha spiegato con un post social il sindaco Gennaro D’Acunzi -. Gli uffici comunali non utilizzano mai queste modalità per comunicare con i cittadini. Le uniche comunicazioni ufficiali avvengono esclusivamente tramite Posta Ordinaria o attraverso le notifiche dell’App IO».
Per evitare di cadere nella trappola, le regole fondamentali di prudenza da fare uso sono le classiche. Ignorare il messaggio, evitare assolutamente di contattare i numeri di telefono indicati nel testo del messaggio e non fornire mai, per nessun motivo, coordinate bancarie, password o codici OTP. «Fondamentale fare rete – ha aggiunto il sindaco – per proteggere le fasce più deboli della popolazione, come gli anziani o chi ha meno dimestichezza con gli strumenti digitali, che risultano essere i soggetti più esposti a questo tipo di raggiri. Per qualsiasi dubbio reale sulla propria posizione fiscale, l’unico canale sicuro resta il contatto diretto con l’Ufficio Tributi del Comune durante i consueti orari di apertura al pubblico» ha concluso il sindaco D’Acunzi.

