Sarà il consiglio comunale di Nocera Inferiore a riconoscere di interesse pubblico l’ampliamento della casa di cura Villa dei fiori
È arrivato il sì dei tecnici del Comune di Nocera Inferiore. Così come il sindaco Manlio Torquato aveva assicurato. “Entro il 21 giugno – aveva detto ad una delegazione di lavoratori del centro di riabilitazione Villa dei fiori – gli uffici si esprimeranno sulla richiesta formulata dall’azienda. Dunque sarà il consiglio comunale a definire se l’ampliamento della struttura di Poggio San Pantaleone è di interesse pubblico.

Ma ora è il tempo il nemico da battere. Infatti l’iter per aprire il cantiere è ancora lungo e questo preoccupa i lavoratori che vedono a rischio il posto di lavoro. Dopo il via libera del consiglio comunale, che dovrà essere preceduto dalla discussione in Commissione edilizia, il fascicolo dovrà tornare a Napoli per approdare in giunta e poi in consiglio regionale. Toccherà di nuovo al Comune di Nocera Inferiore che dovrà dare il permesso a costruire. A quel punto inizierà la fase progettuale e la gara di appalto che l’azienda intende indire considerato anche il valore dell’immobile che si andrà a realizzare.
“Vorremmo che fosse il sindaco Torquato a mettere la prima pietra, ci auguriamo di farcela”, ha detto l’amministratore di Villa dei fiori, Domenico Vuolo, non nascondendo il pericolo che si nasconde dietro un eventuale nuovo prolungamento dei tempi. “Sono ormai sette anni che stiamo aspettando – ha spiegato – tempo prezioso che sta ritardando adeguamenti necessari alla struttura e che, se non fatti in tempo, potrebbero mettere a repentaglio i livelli occupazionali”.

Ed è quello che temono i lavoratori. Infatti, se l’ampliamento degli spazi non verrà effettuato, assicurando agli ammalati maggiore comfort, si abbatterà la scure della Regione Campania che potrebbe ridurre il numero dei posti letto, tradotto vuol dire meno lavoro. Dopo il sit in dell’8 giugno scorso, i lavoratori presentarono al sindaco un’istanza con 1.559 firme di cittadini raccolte in soli quattro giorni, per chiedere, come da Statuto comunale, la convocazione del consiglio comunale entro 30 giorni.
“Si tratta – ha continuato l’amministratore – di un progetto privato ma di interesse pubblico, un’opera che ci consente di riqualificare degli spazi. Serve per offrire ai nostri pazienti un servizio di maggiore qualità. Basti pensare che le camere passano da 25 metri quadri per paziente, standard richiesto dall’Asl, al doppio, 50 metri quadri, di conseguenza puntiamo ad incrementare i livelli occupazionali garantendo quelli attuali. Sul progetto, esclusivamente privato senza alcun costo pubblico, hanno già espresso parere favorevole la stessa giunta comunale del sindaco Torquato, la conferenza dei servizi, l’Asl Salerno e altri enti. Ma senza la delibera del consiglio comunale la pianificazione non potrà andare avanti. “L’edificio che nascerà – ha spiegato Vuolo – è particolarmente innovativo anche dal punto di vista architettonico e strutturale, tutto in vetro, avrà anche piscina e palestra”.

