La scorsa settimana è saltato l’appuntamento con “Perle di dolcezze”. Con la riapertura delle pasticcerie era obbligatorio. I dolci di questa rubrica sono semplici preparazioni fatte in casa. Dopo la quarantena un signor dolce fatto da mani esperte ci voleva e, così, vi ho lasciato godere le dolci delizie dei maestri pasticceri.
Ma in molti mi avete contattata e chiesto di continuare. E così riprendo con lo stesso entusiasmo che mi ha spinta a dar vita a questo laboratorio virtuale di pasticceria. Quando ho iniziato vi ho proposto la ricetta della mia infanzia, la torta di mele, il dolce che mi fa pensare alla mia casa, ai ricordi di bambina, alle domeniche in famiglia.
Questa settimana mi è arrivata una variante alla mia ricetta della signora Maria Cicalese. Avendo già pubblicato le indicazioni per preparare la torta di mele sarebbe stato logico scartare questa proposta. Ma sono bastate le prime righe della lettera per convincermi che non si trattava di un doppione. Era una nostalgica e intensa ricetta legata ai ricordi, la perfetta sintesi di quello che vuole essere questo mio semplice blog.
Quando leggerete questa lettera-ricetta sono sicura che mi perdonerete e sarete d’accordo con me che non si poteva fare a meno di pubblicarla.
“Gli odori riportano, risvegliano i ricordi e li fanno rivivere più vividamente” – inizia così la signora Maria – “Quando nell’aria si spande il profumo della torta di mele, non posso fare a meno di ricordare la mia infanzia. Rivedo mia mamma, sempre indaffarata, ma al contempo pronta a sacrificarsi per accontentare noi figli con un dolce o qualche leccornia”. La signora Cicalese scopro andando avanti è figlia d’arte. ”Papà aveva un panificio a conduzione familiare – continua – e tutti noi avevamo dei compiti da assolvere, mamma più di tutti. Per questo il tempo di impastare torte era davvero poco, ma lei riusciva ad ovviare a questo problema”.L
E qui entra in scena un personaggio chiave e il racconto assume una sfaccettatura anche esilarante. “Ogni giorno veniva da noi una vecchina ” Zì Teresina ” che non avendo da fare e vivendo da sola, voleva passare un po’ di tempo. Mia mamma, con aria sorniona, le metteva in grembo una ciotola con dentro gli ingredienti della torta di mele e facendole varie domande, per distrarla, la invitava a mescolare con forza…”. La signora Maria chiude simpaticamente la lettera con una rivelazione destinata a cambiare la storia dell’evoluzione tecnologica degli utensili da cucina. “Fu così che mia mamma inventò il frullatore senza corrente”.
Grazie Maria, grazie a tua figlia che mi ha inoltrato questo tuo ricordo e, soprattutto, grazie per il pensiero che hai avuto di prendere carta e penna e coinvolgere me e gli amici di perle di dolcezza in questo tuo spaccato di vita famigliare. Il tuo racconto e la tua ricetta danno un senso in più a quest’angolo di dolcezza.
Per preparare la torta di mele della mamma della signora Maria occorrono: 5 uova, 500 g di farina, 270 g di zucchero, 1 bicchiere di olio di girasole o mais, 1 bacca di vaniglia, 100 g di noci sgusciate, 2 mele, un pizzico di sale, 1 bustina di lievito per dolce, un po’ di liquore a piacere (rum o altro, 50 ml di latte. Si inizia sminuzzando le noci (non devono essere tritate). Poi in una ciotola si montano le uova con lo zucchero e un pizzico di sale, appena il composto diventa bello spumoso bisogna unire l’olio, il latte e il liquore sempre mescolando. Con un coltello poi si apre la stecca di vaniglia e si prelevano i semini interni da unire alle uova. Si sbucciano le mele, elimina il torsolo e le si tagliano a dadini. Nel frattempo si accende il forno a 160° e si unisce la farina setacciata poca alla volta al composto di uova e il lievito setacciato sempre mescolando. A mano con una spatola bisogna unire le noci e le mele al composto, mescolando bene. Il composto lo si trasferisce in uno stampo e si inforna per circa 55 minuti sempre a 160°. Passato il tempo si controlla la cottura con uno stecchino di legno, deve risultare asciutto…una volta cotto spolverizzare con zucchero a velo.
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