Nocerina in caduta libera e la sconfitta col Matera fa sprofondare i molossi in zona playout. La sfida col Nardò per cercare un paracadute
In casa Nocerina è il tempo del “mea culpa” così come dichiarato dal capitano Agostino Garofalo dopo la pesante sconfitta col Matera che ha scatenato la contestazione del pubblico presente sugli spalti. Da ora alla finestra di mercato del prossimo dicembre è fondamentale totalizzare quanti più punti possibili, poi ognuno deciderà il proprio futuro. La piazza rossonera è scontenta delle prestazioni, degli atteggiamenti di alcuni tesserati e del perdurare del silenzio da parte della società.
Passando all’imminente impegno di campionato, la Nocerina è chiamata ad affrontare il Nardò, una squadra ben costruito e una delle papabili alla vittoria del campionato, nel momento più buio della stagione. I due punti di ritardo dalla capolista Cavese sono la dimostrazione della forza della squadra granata. Contro i pugliesi non serve una prestazione gagliarda, ma innanzitutto compattezza che in questo momento manca ai calciatori rossoneri. Basta vedere ciò che è successo negli spogliatoi al termine dell’incontro di domenica scorsa.

Un risultato positivo contro una grande squadra potrebbe dare quella giusta vitalità a un ambiente precipitato nel buio totale. Il tecnico Nunzio Zavettieri, che tornerà a sedere in panchina dopo aver scontato il turno di squalifica, potrà contare sull’intera rosa a disposizione, fatta eccezione per Cuomo che dovrà scontare due turni di squalifica in seguito all’espulsione rimediata nell’ultimo turno. In settimana si è rivisto agli allenamenti anche Giacomarro, ma ovviamente non sarà della partita.
Il Nardò dal canto suo, nonostante la seconda posizione in classifica, sta attraversando problemi societari, caratterizzati dalle dimissioni del presidente. Con un comunicato stampa il patron dei granata ha manifestato la propria volontà di lasciare la guida del club, situazione che potrebbe beneficiare i molossi. La gara sarà diretta da Fabio Franzó di Siracusa, coadiuvato da Leonardo Mallimaci e Giovanni Celestino entrambi della sezione di Reggio Calabria.


