Colpo a sorpresa in casa Tennistavolo Nocera, ufficializzato il tesseramento di Marco Prisco. “Qui per dimenticare l’infortunio, per me Nocera è casa”
di Christian Geniale
Al cuore non si comanda. Il Tennistavolo Nocera riabbraccia Marco Prisco che torna a vestire i colori rossoneri dopo oltre 12 anni. Era la stagione 2011/12, all’epoca il club dell’attuale patron Giovanni Landino si chiamava Virtus Nocera e Prisco militava nella formazione di Serie C1, squadra con la quale ha ottenuto oltre il 70% di vittorie. Prima dell’avventura nazionale, il pongista ha dato i suoi primi colpi di racchetta con la storica Libertas Alfaterna, guidata da Yang Xiao Peng e Franco Turner che ritrova a distanza di anni.
Prima del ritorno alla base, Prisco ha giocato con le maglie di Matera, Cava de’ Tirreni e Avellino con prestazioni da altissimi livelli. Con gli irpini è stato uno dei protagonisti della promozione in Serie B2 nella stagione 2020/21, per poi debuttare la stagione successiva. Un grave infortunio all’ernia del disco lo ha costretto a quasi due anni di inattività, ma Marco non ha mai perso la determinazione ed è pronto a mettersi in gioco.
“Mentalmente, all’inizio ha spiegato il neo acquisto rossonero – avevo paura di fare qualsiasi attività. Operarmi all’ernia è stato bruttissimo, la ripresa è stata molto lenta ed ero molto demoralizzato. Ho deciso poi di riprendere a giocare perché il tennis tavolo è il mio habitat naturale. Mi piace dare consigli, veder giocare e naturalmente giocare: questo mi fa stare bene. A Nocera mi sono sempre sentito a casa, anche se l’ho lasciata per tanti anni, e ho detto che, se dovevo riprendere, dovevo farlo qui. Ho trovato un ambiente giovanile, con tanti ragazzi che si divertono e che hanno la mia stessa passione”.
Prisco si è messo fin da subito a disposizione della squadra, lavorando agli ordini del tecnico Cristian Cuofano e del compagno di squadra Tijani Yusuff Adewale, pronto a recuperare la forma e dare il suo prezioso contributo in vista della seconda parte di stagione, che sia Serie C1 o Serie C2, quello che conta è dare il massimo.


