Negano ogni accusa le tre persone accusate dalla procura di aver commercializzato passata di pomodoro con pesticidi. Respinte le altre accuse
“Noi innocenti da ogni accusa”. Lo hanno ribadito i tre indagati nell’inchiesta sul presunto utilizzo di pesticidi nella produzione di conserve di pomodoro. Respinte anche le accuse di sfruttamento dei lavoratori. SI tratta dell’inchiesta della procura della Repubblica del tribunale di Nocera Inferiore che sostiene che un’azienda conserviera di Nocera Superiore avrebbe commercializzato concentrato di pomodoro di origine egiziana contenente pesticidi al di sopra della soglia consentita.
Durante l’interrogatorio durato circa sei ore, i tre indagati, uno è finito agli arresti domiciliari, hanno respinto tutte le responsabilità negando qualsiasi comportamento illecito. La difesa, rappresentata dagli avvocati Giovanni Annunziata e Agostino De Caro, ha riferito che i risultati di un incidente probatorio ha valutato lo stato del prodotto importato dall’Egitto, hanno stabilito che il concentrato era idoneo per il mercato e non nocivo.
Respinte anche le accuse di aver sfruttato i lavoratori dell’azienda, mentre sono stati forniti ulteriori chiarimenti sull’accusa di presunta corruzione di un funzionario affinchè avvertisse gli indagati sul controllo del prodotto.

